Serie A: Torino, ecco Abate
Il Torino di Urbano Cairo è oramai pronto ad ufficializzare Ignazio Abate quale prossimo allenatore della stagione calcistica 2026/2027. Il diciannovesimo allenatore in ventuno stagioni, il più giovane dell’era Cairo.
Leggenda narra che i desiderata del ds Petrachi fossero indirizzati verso Catanzaro, ovvero verso quell’Alberto Aquilani che, dopo un colloquio di qualche ora con la dirigenza granata, ascoltate le proposte economiche e tecniche, ha accampato scuse su scuse pur di correre spedito verso il suo prossimo stadio di casa, in quel di Reggio Emilia. Segnale evidente che Cairo volesse scavalcare, anche in queste decisioni, il suo Direttore Sportivo, virando decisamente la rotta verso il giovane tecnico di Sant’Agata ‘de Goti. Della serie: tu fai il tuo ma qui comando io.
Se poi volessimo aggiungere un pizzico di pepe in più alla questione, pare stia circolando in queste ore la voce che vedrebbe Giampiero Ventura sempre più vicino al ritorno al Torino in qualità di Direttore Tecnico. Non è un segreto che il legame tra Cairo e l’ex tecnico della Nazionale sia ancora molto forte e che quest’ultimo abbia cercato di incanalare la scelta di Cairo proprio verso il giovane tecnico, reduce dall’ottima stagione in B con la Juve Stabia.
Valorizzazione dei giovani
Puntare sui giovani talenti per future plusvalenze: l’imperativo categorico di Urbano Cairo ha sempre trovato conferme in questi anni dalle scelte tecniche intraprese. Ivan Juric aveva reso il Verona una miniera di giovani stranieri da confermare in nella massima serie, Vanoli aveva lanciato il Venezia nella serie cadetta, D’Aversa il Parma dalla Lega Pro alla serie A.
Abate è il perfetto profilo low-cost che quest’anno ha valorizzato giovani talenti, tra i quali Alessio Cacciamani, ( 18enne ala sinistra arrivato in terra campana in prestito secco proprio dalla Primavera del Torino e recentemente convocato in Nazionale maggiore da Silvio Baldini), e portato la Juve Stabia a sfiorare la Serie A nonostante la società in amministrazione giudiziaria da ottobre scorso.
Tra le piccole, grandi soddisfazioni di Abate, però, rientrano sicuramente i primi anni di guida tecnica, trascorsi a Milanello tra i ragazzini del Milan. In poco tempo, il Milan Primavera conquista per due anni di fila la Final Four di Youth League, traguardo che mai nessuna squadra italiana ha mai raggiunto prima di allora. Quel che però fece più rumore fu la scelta di concludere l’esperienza in rossonero come un fulmine a ciel sereno. In tanti sospettarono che dietro le dimissioni del giovane tecnico ci fosse lo zampino di Zlatan Ibrahimovic, dal momento in cui suo figlio, Maximilian, faticava a trovare spazio nella Primavera dei miracoli.
Un dettaglio che oggi assume più chiarezza proprio per le vicende attuali in casa rossonera, con il c.t. dell’Austria, Rangnick, tentennante di fronte alle proposte del Milan, condizione raccontata a più riprese ai media. Dubbi più che legittimi, riguardanti una sana collaborazione con l’ex giocatore e stella rossonera per la scelta del tecnico, del direttore sportivo e della gestione del settore giovanile.
Modulo e mercato
Abate giocherà quasi sicuramente con il 3-5-2. Costruzione dal basso, regista in linea con la difesa, pochi tocchi e molta pulizia di gioco. Il lavoro più ostico riguarda il reparto avanzato: ruolo importantissimo, anche in termini di resa fisica, è l’esterno offensivo che dovrà essere anche in grado di svolgere la fase difensiva.
Ci si aspetta, in questi termini, la consacrazione definitiva di Alessio Cacciamani, così come la titolarità di Ilkhan e di Casadei. Occhio però anche al mercato, il primo vero di Petrachi 2.0, ora più che mai ri-chiamato a compiere degli autentici miracoli, quei miracoli che con quel Ventura in panchina avevano fatto sognare, per una volta in ventuno anni, i tifosi granata. Con Simeone desideroso di tornare in patria, sponda River, Kulenovic e Chè Adams mai per davvero fondamentali e Zapata ormai prossimo agli ultimissimi anni di attività, ci si aspetterà parecchio movimento.
Sperando non sia l’ennesimo sogno di mezz’estate che dura da oggi fino al primo giorno di ritiro. Il tempo di una gita fuori porto.
Poi il circo cambierà città.
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