Un umiliazione infinita. Il Torino non entra mai in partita e crolla anche nello scontro diretto con il Genoa
Senza anima e cuore
Torino che non è praticamente mai sceso in campo. Giocatori tecnicamente impresentabili, una difesa colabrodo e una squadra che affonda senza combattere, senza anima e cuore. Questo è il riassunto dell’orrore visto al Ferraris oggi.
Il Toro sconfitto a Genova per 3 a 0 è figlio dell’immobilismo di una società sempre più alla deriva, contestata e odiata ormai dalla quasi totalità del popolo granata.
Oggi il tanto odiato “acufene” di Urbano Cairo ha contagiato anche l’intero stadio di Genova.
Un messaggio forte e chiaro. Quello che ormai non è più solo un invito ma è diventata una richiesta definitiva. Vendere!
Il vecchio cuore granata è ferito, umiliato e svuotato nell’anima da un Presidente che ha solo collezionato record su record negativi. Una presa in giro a cui i tifosi granata non sono più disposti ad accettare.
Mentre il toro affonda, un coro unanime, roboante parte dal cuore pulsante del tifo rossoblù unito agli oltre 1500 granata presenti contro il presidente Urbano Cairo: “Devi vendere! Vattene, vattene”.
Della prestazione non parleremo. Inutile infierire contro una formazione palesemente e chissà forse volutamente costruita male già in estate. Nel primo tempo il Torino non ha mai effettuato un tiro in porta. Scollato in ogni zona del campo dove anche il suo condottiero in panchina ha ormai perso completamente il controllo della situazione.
Baroni ha nuovamente proposto una formazione stile “Longobarda” incapace di gestire una rosa lontana anni luce dal suo credo calcistico. Chissà se la sua gita a Genova non rappresenti il capolinea della sua disastrosa avventura a Torino.
Il tutto è condito da una società lontana, che è stata incapace anche di cercare rimedi nel mercato invernale.
Acquisti, anzi scusateci, prestiti di terzo o quarto livello prontamente messi in panchina o in tribuna dopo nemmeno due partite. Giocatori non funzionali e dalle caratteristiche tecniche imbarazzanti.
L’ennesima figuraccia è figlia pertanto della macchina imperfetta creata dal Presidente Urbano Cairo.
Incubo serie B
Il Torino rotola velocemente verso il baratro. Difficile capire dove i granata possano fare punti in questa situazione grave sia sotto l’aspetto tecnico ma ormai anche sotto quello psicologico.
Qualcuno in società si aggrapperà al fato, alla speranza che in queste tante, troppe giornate mancanti qualche formazione possa fare peggio della formazione granata.
Dopodichè forse finito questo ennesimo insignificante vergognoso campionato anche l’ego di un uomo ormai lasciato solo si concluderà e capirà finalmente che il suo tempo a Torino e nel Torino è ormai finito.
Nel frattempo da domani si dovranno fare serie considerazioni per evitare la madre di tutte le umiliazioni. La retrocessione.
Il problema più grande che pare a oggi insormontabile è allenare la testa di questa cozzaglia inguardabile di atleti incapaci di vivere il forte stress e la grande preoccupazione e tensione emotiva della lotta retrocessione.
Sempre comunque che a questo punto a qualcuno freghi veramente qualcosa della gloriosa maglia che stanno indossando.
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