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Toro: al via il solito ritiro tra le promesse mai mantenute di Cairo

La Juve è interessata a comprare lo stadio per le women

Riparte la stagione del Toro con il ritrovo stamattina della squadra agli ordini del neo tecnico Baroni, come sempre incompleta.

Come ogni anno ormai da oltre vent’anni riparte la stagione del Toro di Urbano Cairo. Una squadra come sempre incompleta nell’attesa di una campagna acquisti che non decolla mai.

L’ennesimo teatrino delle facili promesse e dei grandi proclami cairoti ma che si scontrano quasi sempre con la triste ed amara realtà. Ogni anno sarà l’anno prossimo per le ambizioni e per la costruzione di una squadra degna di tale nome.

Nella memoria di tanti i video circolati la scorsa estate di un tronfio Davide Vagnati fuori dai cancelli del Filadelfia, rassicurare un paio di tifosi sulle grandi ambizioni e sulla volontà di fare una squadra degna. Per non parlare del Presidentissimo quasi seccato sulle titubanze (chissà perché poi) di un tifoso nel chiedere sulle reali ambizioni granata dietro i cancelli del ritiro.

L’unica certezza fin qui tuttavia la cessione di Samuele Ricci (ennesimo agnello sacrificale alla corte cairota) fruttata  l’ennesima plusvalenza e l’arrivo di Anjorin dal retrocesso Empoli a pochi spicci insieme allo svincolato Ismajili sempre dalla retrocessa formazione toscana.

le solite promesse

Ormai le dichiarazioni e le promesse del Presidente più longevo della storia (per sfortuna della maggior parte dei tifosi Toro) hanno la stessa stregua di quelle di Pinocchio.

La triste verità è che ogni dichiarazione dell’imprenditore alessandrino non hanno più alcuna credibilità e spesso vogliono dire il contrario. Ogni anno la volontà a parole è quella di consegnare al mal capitato tecnico di turno la rosa completa salvo poi venire smentito dai fatti.

La verità è che il modus operandi in casa Toro quello di aspettare l’ultimo giorno di mercato per i saldi o per strappare qualche prestito dell’ultimo secondo quasi più per tappare le falle che per reale strategia.

Non per questo il profilo perfetto del tecnico cairota sia uno yesman che si faccia andare bene tutto piuttosto che allenatori ambiziosi. La storia di questi vent’anni ha insegnato che i vari Mihajlovic o Vanoli si siano scontrati con lo stesso Cairo colpevoli di non inchinarsi davanti ad una realtà quasi drammatica. La reale volontà resta quella di navigare a centro classifica senza infamia e senza lode.

Il Toro però è ben altra cosa e la sua storia insegna che questa gloriosa squadra dovrebbe ambire a ben altre posizioni.

Le smentite di Cairo e la grana stadio

Nel frattempo Cairo smentisce di aver mai conosciuto Red Bull pur essendo stato il marchio austriaco sponsor del club. C’è da chiedersi come sia possibile visto che sotto la sua ala ed i suoi occhi passa qualsiasi cosa, perfino gli acquisti più banali come la carta igienica figuriamoci per trattative di eventuali sponsor a ben altre cifre.

E ‘ chiaro come ormai le sue dichiarazioni non siano più credibili e di come la Politica Regionale e Comunale lo stiano abbandonando. Un uomo solo al comando, questa la sensazione negli ambienti intorno al club. Peraltro Praxi pare aver finito e consegnato nelle mani del Sindaco la valutazione dello Stadio Olimpico.

La domanda che ci si pone è cosa farà Urbano Cairo a questo punto. Lo Russo è stato chiaro, lo stadio è in vendita ed attende offerte concrete.

Nell’ombra un interesse juventino per far giocare la Juventus Women nel caso non vada in porto il progetto alla Continassa. Chiaro a quel punto che la situazione diventerebbe intricata e complicata più che mai. L’onta di giocare nello stadio di proprietà Juve per i tifosi granata sarebbe francamente troppo per chiunque, anche per quei pochissimi che ancora lo sostengono.

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