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Musk a gamba tesa su Zelensky, Kiev attacca raffineria russa

Continua a tenere banco l’ingerenza e le iniziative americane nel conflitto russo ucraino. In particolare, se le limitazioni all’accesso da parte di Kiev ai terminali militari Starlink sembrano migliorare e l’accesso al pacchetto Starshield è ripreso, il caso sta assumendo contorni politici sempre più evidenti, disegnando all’orizzonte un sodalizio fra Trump e Musk, ovviamente non confermato né smentito dai diretti interessati. 
Sullo sfondo, sono ripresi – dopo una pausa di tre giorni chiesta dagli Stati Uniti – gli attacchi ucraini alle infrastrutture energetiche. Nel mirino una raffineria di petrolio nella regione russa di Ryazan. E ancora, secondo la Marina di Kiev sarebbero stati distrutti – utilizzando il sistema missilistico ‘Neptune’ -sei bombardieri Su-34M presso un aeroporto militare nella regione russa di Voronez. Mentre due petroliere che hanno preso fuoco durante la notte nel Mar Nero, nelle acque territoriali rumene, colpite – secondo il presidente rumeno Nicusor Dan – da droni russi entrati nello spazio aereo del Paese. 
E ancora: dopo l’accordo stretto da Washington e Mosca, Il diesel russo sta iniziando a tornare sui mercati internazionali, con possibili effetti positivi sul mercato petrolifero che “però non saranno sufficienti a stabilizzarlo completamente”, precisano dal Cremlino, smentendo così le affermazioni di Trump. 

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