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Olimpiadi 2024: protesta Settebello

Olimpiadi 2024: il clamoroso gesto di protesta del Settebello contro la Spagna ha fatto il giro del mondo.

Non poteva passare inosservata la protesta messa in atto dai ragazzi del ct Alessandro Campagna dopo l’eliminazione-beffa ai quarti di finale contro l’Ungheria dovuta ad una gravissima svista arbitrale che, di fatto, ha inciso pesantemente sul risultato finale.

La protesta

I ragazzi di Campagna si presentano prima della gara, al momento degli inni nazionali, con le spalle voltate alla giuria. Primo segnale forte di ribellione, supportate anche dalla decisione della Federazione Internazionale di non squalificare Condemi, espulso proprio nella gara delle polemiche.

I ragazzi azzurri scendono in acqua con le lacrime agli occhi, per poi giocare i primi quattro minuti con l’uomo in meno proprio come era stato erroneamente  deciso dall’arbitro nella sciagurata sfida persa contro l’Ungheria (gol annullato a Condemi, fallo per gioco violento, esplulsione, quattro minuti in inferiorità numerica e rigore contro). L’Italia aveva chiesto una accurata revisione della decisione della partita e del fallo di Francesco Condemi, chiedendo la possibilità di rigiocare il match. Possibilità respinta e rigettata in ogni istanza, dal momento in cui, dopo i due appelli respinti dalla World Aquatics, la Fin si è vista respingere nelle scorse ore il ricorso anche dal Tas, tribunale arbitrale dello Sport con sede a Losanna.

La motivazione

La Federazione internazionale di nuoto ammetterà la sciagura arbitrale cercando di metterci una pezza scaricando le responsabilità sulle “limitate riprese video disponibili per gli arbitri che altrimenti avrebbero potuto decidere diversamente”.

Da qui l’impossibilità di ripetere la partita per decisioni che coinvolgono il VAR secondo gli attuali regolamenti. Fan riflettere le parole del presidente Paolo Barelli :

“i ragazzi sono disperati per un’opportunità persa a causa dell’arbitraggio. I due ricorsi sono stati respinti; ne presenteremo un terzo al Tas per un riscontro formale al nostro disappunto perché non credo che sortirà ulteriori effetti. Un aspetto clamoroso è che l’appello alla World Aquatics non possa modificare il risultato di una competizione secondo regolamento. Allucinante anche che ieri era gioco violento, oggi non lo sia più”.

Poche ore dopo, anche il Tas dichiarerà ufficialmente innammissibile il ricorso degli azzurri. Anzi, portebbero esserci presto novità: la World Acquatics ha annunciato possibili sanzioni in arrivo per proteste messe in atto dal Settebello. Una maledizione.

L’impressione è che questa guerra mediatica sia solo agli inizi. Il gesto clamoroso degli azzurri, però, ha di fatto rappresentato il coraggio di dire “basta” a scelte arbitrali che, ci permettiamo di aggiungere, fanno pensare a ben altro.

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