
Il Torino di Marco Baroni sprofonda anche a Lecce evidenziando tutti i problemi tecnici di un mercato estivo disastroso e inqualificabile.
Una squadra allo sbando chiamata Torino
Forse c’era molto di più dietro le parole di Cesc Fabregas che ieri era ancora tornato a parlare del trionfo di Torino avvenuto lunedì scorso. Il tecnico si era soffermato sul rispetto che non deve mai mancare verso la squadra avversaria.
L’allenatore dei lariani ha visto e capito tutto : la pochezza tecnica e tattica di un avversario in ogni zona del campo e il conseguente divario che mai deve accadere tra due compagini di serie A. Chiara , semplice e diretta descrizione della squadra del Torino di Urbano Cairo.
A distanza di poche ore da quelle parole, arriva un altro schiaffone per il Torino ad opera del modesto Lecce, sconfitta arrivata dopo una prestazione inqualificabile.
La prima vittoria casalinga dei salentini coincide con l’ennesima prova imbarazzante del Toro di Marco Baroni che prende 2 gol in 2 minuti da chi non vinceva tra le mura amiche da ben 196 giorni.
I limiti tecnici
C è chi le chiama “ fragilità difensive “ e si appella alla “ scarsa vena di alcuni calciatori “ ma la realtà appare sempre più evidente. Il Torino non è una squadra , o meglio non è una formazione degna per il campionato di serie A.
La squadra non ha ancora trovato continuità di cui tutti parlano per il semplice motivo che evidenzia pesanti lacune in ogni reparto.
Una difesa colabrodo, la peggiore della nostra massima serie, che non è stata rinforzata nel mercato estivo da un direttore sportivo che ha mal speso i pochi centesimi messi a disposizione dalla Proprietà e un centrocampo lento e di basso livello tecnico.
L’ennesima brutta e irrispettosa prestazione della squadra granata è lo specchio fedele di una società che da anni naviga a vista, senza una vera ambizione sportiva che ogni anno costruisce una rosa con rattoppi e con scelte tecniche discutibili in un organico sempre più corto e privo di alternative.
Il re è nudo
Un patrimonio netto ridotto a livelli da oratorio, una situazione tecnica allarmante e Il malessere granata esplode ancora.
Con l’ennesima crisi di identità di risultati e di gioco, Il Torino si ritrova a fare i conti con un progetto tecnico che, ancora una volta, si rivela fragile. La stessa scelta di Marco Baroni come allenatore, già accolta con scetticismo dalla piazza, si sta ormai trasformando in un boomerang.
Le possibilità per il tecnico ex Lazio sono ridotte a un lumicino. Nelle prossime ore, potrebbero già arrivare risposte importanti sul possibile esonero dell’allenatore.
E via cosi al solito “modus operandi” della società granata. Cambio della panchina.
Ma il Torino non ha la necessità di un esonero della guida tecnica, ma ha bisogno di un cambio di rotta radicale. Ha bisogno di liberarsi da una gestione che ha trasformato una società gloriosa in un club di provincia, senza ambizioni e senza coraggio di lottare.
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