Urbano Cairo e il suo Torino continuano nel loro cammino da incubo nella dodicesima sconfitta del campionato, la settima in casa.
La discesa verso l’Inferno
In uno stadio sempre più vuoto e con una società inesistente e un presidente sempre più solo va in scena l’ennesima figuraccia del Torino di Urbano Cairo.
Della partita abbiamo poco da raccontare. Talmente umiliante, talmente insignificante e priva di contenuti tecnici il Torino non entra mai in campo, rinuncia a lottare tirando solamente una volta in porta.
Questo è un gruppo di giocatori raccolti senza alcuna logica in un calcio mercato estivo a dir poco vergognoso reso ancora più ridicolo dalla campagna invernale che ha badato ai conti piuttosto che rinforzare la rosa.
La realtà parla di una squadra ormai vuota a cui dei colori granata frega poco o nulla. L’atteggiamento, l’approccio la determinazione in campo è praticamente inesistente.
Undici giocatori in campo spaesati in una stagione ormai finita per tutti con mesi e mesi di anticipo. Un dejà vu visto e rivisto da parecchi anni.
La partita termina 2 a 1 per i felsinei oggi in maglia bianca, che tornano alla vittoria, dopo quattro sconfitte consecutive, con un super Castro. La rete granata è frutto dell’unico tiro nello specchio della porta dell’armata Brancaleone allenata da un sempre più confusionario Baroni anche oggi autore di scelte a dir poco incomprensibili.
Non c’è null’altro da raccontare e anche gli inutili cinque minuti di recupero decretati dall’arbitro, servono solamente per fomentare la rabbia del popolo granata ormai arrivato a un punto di non ritorno.
La classifica è impietosa ! Il Torino è finito nell’ oblio più totale a un passo da quella che è ormai la zona retrocessione.
La rabbia del popolo granata
In uno stadio semideserto e snobbato dalla curva Maratona, la contestazione si spinge sotto la tribuna ai piedi del box dove alloggia il Presidente del Torino. Il coro è uno solo, e non è più un semplice acufene : ” Urbano vattene ! ”
Un segnale forte , chiaro e forse per la prima contagioso al punto che anche dalla tribuna si sentono applausi. Il messaggio è roboante , martellante e chiaro : ” vendi il Torino”
La protesta non solo dei gruppi organizzati ma anche della gente comune contro il presidente Urbano Cairo non è più una semplice contestazione ma vero e proprio inno a lasciare libero il Toro.
Lo scenario è ormai evidente, nonostante le ormai inutili promozioni del peggior discount sui biglietti lanciate dalla società considerate le prevendite nulle, è uno stadio lasciato vuoto non solo dai gruppi organizzati , ma anche dal resto di una tifoseria stanca di sentirsi presa in giro da una società inesistente e da un Presidente oramai lasciato completamente solo.
La soluzione per il popolo granata è una : vendere ! Perchè il Toro è storia, passione e deve essere protetto e tutelato e non può subire simili indecorose umiliazioni.
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