
ATP Cincinnati: è un Sinner da favola quello che ha battuto questa notte per 2 set ad 1 il numero tre del tabellone Zverev nella semifinale del torneo americano.
117 punti a testa, più di 3 ore di incontro prima dell’ultimo, estrenuante, emozionante, vincente tie break. Signori, forse è bene ricordarlo: stiamo parlando del numero uno al mondo, in ogni singola sfumatura, in ogni singola goccia di sudore, in ogni singola riga toccata sul campo di Cincinnati. È semplicente Jannik Sinner.
Quinta finale masters 1000 per il giovane fuoriclasse altoaltesino che macina, punto su punto, una partita semplicemente perfetta. Perfetta nel dover recuperare dei break di svantaggio ( ben due in tre set) ed altrettanto perfetta nel sigillare nei giusti momenti quei bendetti punti stratosferici che nessuno al mondo tranne lui sarebbe mai riuscito a metter a segno.
Tredici settimane
Evidentemente a Jannik non bastava superare un mito come Boris Becker che aveva mantenuto per ben 12 settimane il primato in classifica Atp. Non bastava arrivare al numero 29 nella Storia del Tennis. Non bastava accontentarsi, tanto meno risparmiare energie per uno dei pochi Olimpi degli Dei, l’Us Open. Sinner doveva far capire che anche un ostacolo alto 1.98 di origine sovietica ma dalla bandiera tedesca, si sarebbe dovuto inchinare nel momento di massimo sforzo da parte di entrambi. Ora, Andy Roddick è stato raggiunto e probabilmente con questa vittoria che assicura anche dopo l’Us Open il mantenimento della prima posizione in classifica, “Sinnerminator” non toglierà la freccia a sinistra e metterà nel mirino un mostro sacro dietro l’altro.
La gara
Nonostante una sospensione per pioggia dovuta ai soliti, improvvisi cambiamenti climatici che Cincinnati ci ha da sempre abituato, la gara tra Sinner e Zverev non risparmia continui momenti di gioco spettacolare, a tratti intervallati da numerosi ace e da “quasi” perfezione da parte di entrambi i tennisti. La prima vera prova di forza che Sinner supera è proprio il primo set, dove recupera un break di svantaggio sul 2-1 del tedesco e vince con i suoi punti, quelli impossibili, il primo tie break per 7-6(9).
Zverev dimostra una forza che solo pochi in questo momento riuscirebbero a battere. Il secondo set rappresenta il primo vero pericolo fisico e mentale per Jannik che cede per la seconda volta il break al tedesco sempre sul 2-1, ma non riesce a recuperarlo. Finisce 7-5 per Zverev.
Il terzo e conclusivo set dell’ATP Cincinnati scrive la favola di Sinner: è una costante battaglia di punti che non riesce a pendere da una parte o dall’altra fino all’ultimo tie-break dove il Dio del Tennis incorona senza troppi indugi Jannik nel modo più bello: con i punti immortali, quelli che nessuno sarebbe riuscito a fare mai. Finisce 7-4, con l’urlo liberatorio del nostro numero uno. Del numero uno di tutti!
Se Sinner doveva lanciare un forte segnale in vista degli Us Open, ebbene, non poteva sceglierne uno migliore.
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