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Un Mondiale per rilanciarsi: il Napoli spera che Lukaku e De Bruyne possano così riscattare una stagione in chiaroscuro

Il club partenopeo punta alla rassegna mondiale affinché faccia da trampolino per il mercato di Big Rome e KDB, in attesa delle valutazioni del nuovo tecnico

Il Mondiale alle porte per riacquisire lo status di top player smarrito, dopo una stagione in chiaroscuro. E’ quello che spera il Napoli, perché il futuro di Lukaku e De Bruyne, a lungo infortunati quest’anno, resta in sospeso. Insomma, solo un torneo brillante con la maglia del Belgio potrebbe contribuire a rilanciare le loro ambizioni in chiave azzurra, stimolando al contempo l’attenzione del nuovo allenatore della squadra partenopea. Nell’attesa che il nome di Massimiliano Allegri venga finalmente ufficializzato, infatti, Big Rom e KDB vogliono trarre giovamento dalla rassegna mondiale, garantendosi un posto al sole in ottica mercato. Affinché il domani, calcisticamente parlando, non continui a rimanere un grande punto interrogativo. Anzi, torni ad essere radioso, all’ombra del Vesuvio, oppure altrove.

Ovvio che l’ultima parola spetterà al Conte Max; però nell’immaginario comune, un torneo da assoluti protagonisti faciliterebbe non poco le scelte. Trasformando i due belgi, da oggetti misteriosi, a valori aggiunti del Napoli che verrà. In questo contesto, tuttavia, non va trascurato un piccolo particolare: il centravanti ha 33 anni, la mezzala quasi 35. E’ ancora il caso di avere aspettative altissime, garantendo un ruolo centrale nelle gerarchie a profili di tale calibro, considerando pure la gravità delle lesioni muscolari patite: al retto femorale della coscia sinistra per Romelu, al bicipite femorale della coscia destra per Kevin. Oppure entrambi sembrano ormai tristemente avviati sul viale del tramonto?

Parole che non facilitano il dialogo

Attuale il dilemma, poiché – al di là del rendimento che avranno Lukaku e De Bruyne nella rassegna in Nord America -, ci sono almeno un altro paio di variabile da gestire. In primis, la volontà presidenziale di abbassare l’età media della rosa. Quindi, il peso economico che grava inesorabilmente sui conti della società, con stipendi salatissimi, ai limiti del proibitivo per chi intende alleggerire notevolmente il monte ingaggi.

A rendere maggiormente ingarbugliato l’orizzonte hanno provveduto le dichiarazioni rilasciate appena al termine del campionato da De Bruyne, Lukaku e Aurelio De Laurentiis. Del resto, dalle loro parole si poteva leggere in maniera esplicita, sia una certa chiarezza di idee, che un mucchio di tossine accumulate finora.

L’ex Manchester City non ha fatto mistero del rapporto instaurato con Antonio Conte, (“Ha una visione del calcio molto diversa dalla mia, non giriamoci intorno. Sono contento che il mister sia andato via. Non ho mai giocato nel mio ruolo…”), criticandone apertamente il modo di intendere il calcio, ritenuto non abbastanza spregiudicato nel dna. Frasi apparse subito più una scivolata da medianaccio; quelle entrate a scarpini pari tipiche di chi ha piedi “scostumati”, invece di sublimi ricami dialettici di un genio della pedata. Un pizzico più diplomatico il numero nove (“Il mio amore resta immutato. Ho un altro anno di contratto, nella mia mente sono un giocatore del Napoli. Col club non c’è alcun problema…”), che ha provato a ricucire il rapporto con l’ambiente. Anche se sarà complicato far dimenticare ai tifosi la fuga ad Anversa, per prepararsi al Mondiale, con i compagni impegnati nella rincorsa all’Inter capolista, e la qualificazione in Champions League tutt’altro che sicura.

ADL severo ma giusto

Come sempre, a metterci il carico a coppe provvede il presidente, che intervenendo a margine della conferenza per illustrare il programma del doppio ritiro (Dimaro Folgarida e poi Castel di Sangro), ha emesso una sentenza dal sapore inappellabile: “De Bruyne e Lukaku? Hanno fatto delle dichiarazioni che possono essere condivisibili o accettabili, dipende dai punti di vista. Vedremo quando ci si metterà al lavoro cosa ci sarà da dirsi. E verificheremo le valutazioni del nuovo tecnico. E se dovranno andar via lo faranno, qual è il problema. È pieno di calciatori, il mondo!”.

In definitiva, persistono cupi nuvoloni su Castelvolturno. Forse nemmeno un Mondiale sulla cresta dell’onda con il Belgio potrebbe spazzarli lontano, diradando con un minimo di chiarezza le nubi, così da chiarire dove giocheranno il prossimo anno Lukaku e De Bruyne.

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