Bellissima partita tra Juve e Fiorentina con i bianconeri che si fanno rimontare per due volte, all’Allianz finisce 2 a 2.
La Juve scende in campo con la difesa a 4 composta da Kalulu e Gatti centrali, Savona e Mc Kennie spostato sulla sinistra. Koopmeiners sulla trequarti a supporto dell’unica punta Vlahoviç, Mbangula e Conceiçao sulle fasce.
Nella Fiorentina si rivede Edoardo Bove tornato per dare supporto morale ai compagni, Palladino da fiducia a Parisi sulla sinistra e Gudmunson dietro a Moise Kean.
E’ la sfida dei grandi ex quella tra Juve e Fiorentina, quella dei due attaccanti tanto amati ed odiati allo stesso tempo. Moise Kean torna nello stadio che lo ha cullato, Dusan Vlahoviç contro la squadra che lo ha lanciato.
Brutto episodio dopo 7 minuti di gioco con l’arbitro Mariani costretto ad interrompere il gioco per cori razzisti nei confronti del serbo dal settore ospiti, pronto l’annuncio dello speaker dello stadio e capitan Ranieri che nello spicchio dei tifosi viola predica la calma indicando lo stemma.
Ritmo indiavolato
La Juve parte subito forte per mettere pressione ai viola, Thiago Motta chiede il raddoppio costante sui portatori di palla con un pressing alto. La Fiorentina non si scompone ed anzi esce quasi sempre agevolmente dalla pressione furiosa bianconera, Koopmeiners sulla trequarti a dar fastidio in uscita palla.
Il ritmo della gara è forsennato ed il serbo ha la prima occasione di testa, palla alta sopra la traversa.
Palladino affida le chiavi del centrocampo ad Adlì che spazia su tutta la linea della mediana. Sia il tecnico bianconero che Palladino preferiscono giocare dai lati ma a passare sono i bianconeri con un’azione individuale.
Thuram prende palla dalla trequarti e con una cavalcata inarrestabile si accentra scaricando in rete dagli undici metri, nulla da fare per De Gea e Juve in vantaggio al 20° minuto.
Nell’occasione però la difesa toscana è troppo lassiva senza mai tentare il contrasto sul francese. La viola tenta subito la reazione con un motivatissimo Moise Kean che dal limite controlla spalle la porta, si gira abilmente ma scarica fuori disturbato da Gatti.
La Juve abbassa il baricentro ed i viola salgono in cattedra pericolosamente. Minuto 26: Gudmunson arretrato di 15 metri da Palladino riceve e smista sulla sinistra per Sottil che si arretra, fa secco Locatelli che lo stende dal limite dell’area. La punizione non viene però sfruttata dalla Fiorentina.
A fare la partita sono i viola che alzano il loro baricentro ma soprattutto con Dodo sulla destra. Thiago Motta arretra Mc Kennie sulla sinistra per contenere il folletto brasiliano ma il risultato non cambia, a salvare i bianconeri alcune imprecisioni di troppo dei giocatori fiorentini.
Come nel migliore dei romanzi il gol del pareggio arriva con il suo ex. I bianconeri perdono una sanguinosa palla a centrocampo, il cross di Parisi è chirurgico per la zuccata di Moise Kean da distanza ravvicinata. L’ex bianconero non esulta per rispetto della squadra che lo ha lanciato fin da bambino.
La Juve avrebbe la palla del vantaggio ma l’altro ex Vlahoviç (ancora a secco contro la Fiorentina) spara sul portierone spagnolo da pochissimi passi. I bianconeri alzano nuovamente il baricentro ed è Locatelli a tentare il gol della Domenica con un destro di collo pieno fuori di un soffio.
Dopo 3 minuti finisce un primo tempo scoppiettante con le due squadre in parità.
Ripartenza Juve
Si riparte senza cambi tra le due formazioni. I bianconeri ripartono come nel primo tempo e dopo soli 3 minuti passano di nuovo. Koopmeiners verticalizza per Thuram che al limite dell’area riceve palla e di destro trafigge nuovamente De Gea.
La Fiorentina subisce il colpo e non riesce a trovare la stessa reazione del primo tempo. L’islandese troppo impreciso e Parisi in difficoltà nella fase offensiva. Palladino sostituisce l’ex Genoa per Beltran, non particolarmente brillante la sua prova.
Anche Motta cambia tutta la fascia sinistra con Yldiz e Cambiaso al posto di Mbangula e Mc Kennie ma in sostanza il modulo non cambia. Il match resta piacevole anche se a crederci maggiormente sembrano i bianconeri.
Kefrem Thuram è in serata di grazia e vuol far vedere di non essere di meno del fratello interista. La Juve abbassa il ritmo partita e la Fiorentina non riesce più a creare pericoli alla porta di Di Gregorio, anzi sono proprio i bianconeri a rendersi pericolosi con il numero 10 che calcia in porta trovando la deviazione della difesa viola. Sul conseguente calcio d’angolo Gatti di testa centra in pieno De Gea facendogli fare un figurone.
Palladino tenta il tutto per tutto al 75° minuto inserendo Gosens, Ikoné e Richardson per dare una scossa ai suoi. Il canovaccio della partita non cambia ed anzi la Juve a provarci per mettere in ghiaccio il match. Il serbo bianconero si prodiga in avanti alla ricerca del primo gol contro la sua ex squadra ma senza mai trovare lo spunto giusto.
La sua partita finisce al minuto 81 per far posto all’altro grande ex Nico Gonzalez. Proprio l’undici bianconero sfiora il gol con un sinistro velenoso che finisce a fil di palo.
Quando la Juve sembra in controllo i viola pareggiano. Cambiaso scivola rovinosamente al limite dell’area perdendo palla per Ikoné che serve in mezzo un pallone lavorato magnificamente dal numero 20, sul rimpallo si avventa Sottil che di sinistro al volo scaraventa in rete la palla del pareggio gelando lo Stadium.
I bianconeri reagiscono subito e la migliore occasione capita sui piedi di Conceiçao che dalla destra fa secco Gosens e calcia in rete un pallone troppo centrale per la respinta del portiere spagnolo.
Dopo 4 minuti di recupero l’arbitro Mariani fischia la fine, la Juve si fa rimontare due volte per un pareggio tutto sommato giusto tra due squadre combattive, ancora a secco il serbo numero 9 contro la sua ex squadra. Fiorentina e Juve restano appaiate a quota 32 ma distanti dalla vetta della classifica
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