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Juve: ecco perché può vincere a Milano grazie a Thiago Motta

I bianconeri sabato pomeriggio sfideranno il Milan

Juve in emergenza a Milano ma con Thiago Motta la squadra ha cambiato volto e può essere camaleontica ed imprevedibile.

Una partita complicata sì, difficile viste le assenze anche. Soprattutto in attacco il tecnico bianconero dovrà inventarsi qualcosa per sopperire alla mancanza di Dusan Vlahoviç e Milik.

Il vento però a Torino è cambiato ed il tecnico juventino ha fin qui dato un taglio netto rispetto alle passate stagioni allegriane. Giocare contro la Juve è difficile, maledettamente difficile. Thiago Motta cura al massimo ogni dettaglio anche al limite del maniacale ma la Juve è un gruppo unito e coeso.

Miglior difesa del campionato con soli 7 gol subiti (di cui 4 a Milano ma sponda nerazzurra) e 21 gol fatti, segno evidente di come l’ex tecnico del Bologna curi tutte e due le fasi di gioco. Tenendo in considerazione degli infortuni occorsi a giocatori chiave come Bremer perno in difesa e Koopmeiners faro di centrocampo, la vera Juve ancora non si è potuta vedere.

La Juve non subisce quasi mai

Che i bianconeri abbiano la difesa più forte del campionato non sorprende affatto. La Juve fin qui è la squadra che ha subito meno tiri in porta (28 quelli complessivi).  Il lavoro di Thiago Motta nella fase di non possesso è molto scrupoloso ma questo risultato è frutto anche di un possesso palla bianconero intenso.

La media delle partite giocate fin qui in campionato parla chiaro: 61% di possesso palla ed il 53% di duelli vinti (522 per l’esattezza). Fino all’infortunio di Bremer le percentuali erano ancora superiori tanto che nelle prime 5 giornate di campionato gli uomini di Motta non avevano subito praticamente mai.

Numeri che fanno capire come il tecnico curi ogni dettaglio in fase difensiva e di non possesso. Il Milan al contrario subisce molto con una fase difensiva non particolarmente brillante. La squadra di Fonseca ha subito infatti il doppio dei gol rispetto ai bianconeri (14 gol presi in campionato).

Qualità a centrocampo e possibilità di scelta

Se è vero che normalmente vincono i campionati le squadre che subiscono meno, è altrettanto vero che a fare la differenza è sempre stato chi ha avuto il centrocampo più forte. Per intenderci: negli anni dei 9 scudetti consecutivi condite da 2 sfortunate finali di Champions, la Juve disponeva di un centrocampo secondo solo al Barcellona dei marziani.

Pogba (quello vero), Vidal, Pirlo e Marchisio a disposizione erano il perfetto connubio tra di loro. Un dominio assoluto quello juventino proprio grazie ad una difesa mostruosa (BBC e Buffon) forse la più forte d’Europa ma con una mediana da fare invidia a tutti.

Thiago Motta sta lavorando proprio su questo aspetto ed il mercato estivo è stato incentrato principalmente nel sopperire ad una lacuna gigantesca di questi ultimi anni. L’arrivo di Koopmeiners dall’Atalanta ha dato qualità e quantità anche se a causa di qualche infortunio non si è ancora potuto vedere il vero Koop.

Nella sfida contro il diavolo Motta potrà finalmente scegliere tra diverse soluzioni anche in base a chi giocherà in avanti al posto di Vlahoviç. L’olandese sarà comunque il faro del centrocampo con compiti di impostare il gioco e di avanzare in fase di attacco.

A supporto dell’ex atalantino, Locatelli e con tutta probabilità Yldiz o Thuram (interscambiabili tra di loro). La certezza o quasi viene dalle fasce con l’impiego di Conceiçao e Cambiaso.

Falso nueve e nessun riferimento

In attacco peserà di sicuro l’assenza di Vlahoviç ma Motta ha già in mente la soluzione che potrebbe essere ben funzionante. I difensori del Milan sono forti fisicamente ma non particolarmente veloci e potrebbero andare in grossa difficoltà contro giocatori rapidi.

Ecco perché Thiago Motta sta pensando di non dare nessun punto di riferimento provando a scambiare Yldiz e Thuram in avanti. Una soluzione già collaudata in campionato con la staffetta proprio tra il serbo ed il turco. Anzi spesso è stato decisivo sia contro l’Inter che nel derby contro il Torino.

A Milano sponda nerazzurra Yldiz cambiò letteralmente la partita con una doppietta fantastica.

La Juve comunque non è squadra che bada solo alla difesa ma costruisce e tira. La differenza con i rossoneri fin qui di soli 5 tiri (165 a 160) ma con una percentuale di realizzazione migliore. I rossoneri infatti nonostante più tiri hanno segnato un gol in meno rispetto ai torinesi (20 gol a 21).

Una cosa è sicura la Juve andrà a Milano per i 3 punti che permetterebbero agli uomini di Motta di restare agganciati al treno scudetto.

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