Finisce 1 a 1 il Derby della Mole con una prestazione arrembante dei granata contro una Juve in emergenza totale.
Derby della Mole numero 183 considerando tutte le competizioni con un bilancio che dall’era Cairo pende decisamente in favore dei bianconeri.
La Juve arriva al match con una formazione molto rimaneggiata. Oltre al lungo degente Bremer si fermano anche Vlahoviç e Conceiçao. Il Toro deve rinunciare a Zapata ma recupera in pieno Samuele Ricci, giocatore fondamentale per lo scacchiere granata.
Juve che torna in campionato dopo la brutta sconfitta in Supercoppa contro il Milan, il Toro dallo scialbo pareggio contro il Parma.
Juve subito avanti
La partita è subito sentita da entrambi le parti, tanto da far scoccare dopo 3 minuti la scintilla di una mini rissa tra alcuni giocatori. Il Toro pressa alto per infastidire la costruzione dei bianconeri, Nico Gonzalez schierato falso nueve per non dare punti di riferimento ai granata.
Alla prima occasione la Juve passa con il turco Yldiz che si beve 2 giocatori granata e dal limite fulmina un non perfetto Milinkovic Savic.
Nell’occasione del gol il portiere serbo non è minimamente reattivo ed è goffo nello sdraiarsi in terra sul suo palo. I granata provano a reagire e l’occasione migliore capita sui piedi di Linetty che da 3 metri spara alto sopra la traversa.
La Juve chiude bene tutti gli spazi arretrando il baricentro e puntando su ripartenze veloci. Koopmeiners si piazza sulla trequarti dando parecchio fastidio ai difensori granata preferendo passaggi rasoterra e veloci.
Nico e Koopmeiners molto mobili nello scambiarsi posizione ed andando in pressione sui portatori non proprio eccelsi del Toro. Le occasioni migliori dei granata arrivano quasi sempre da calcio piazzato grazie ai saltatori molto abili nell’anticipare i difensori bianconeri.
Il ritmo del match non è particolarmente intenso con gli uomini di Vanoli che provano a fare la partita ma con poche idee e confuse. Vlasic non riesce quasi mai a saltare l’uomo per creare superiorità numerica ed i passaggi sono imprecisi.
La differenza tecnica tra le due squadre è quasi imbarazzante tanto che a creare le occasioni migliori sono ancora i bianconeri per ben due volte.
La manovra del Toro è lenta e macchinosa agevolando il lavoro della difesa bianconera, troppo prevedibili i granata nella fase offensiva. La formazione di Thiago Motta potrebbe anche raddoppiare allo scadere del primo tempo con Mbangula che si fa recuperare miracolosamente da Ricci sciupando una ghiotta occasione. Ottimo lo spunto di Koop nell’occasione abile nel saltare secco Borna Sosa e servire in mezzo l’esterno bianconero.
Quando il primo tempo sembra chiuso il Toro pareggia. Karamoh sulla sinistra trova lo spunto giusto lasciando sul posto un disattento Savona, palla a Vlasic che dal limite calcia di contro balzo infilando Di Gregorio. La dormita difensiva dei bianconeri è evidente però sia sul primo spunto di Karamoh che sulla conclusione del croato, lasciato libero di controllare e calciare completamente indisturbato.
Si va così negli spogliatoi in perfetta parità con i bianconeri che devono però recriminare per alcune ghiotte occasioni sciupate. Tanto cuore per i granata che hanno il merito di non essersi scomposti e di averci provato.
Derby infuocato
Il secondo tempo inizia senza cambi ma Vanoli pensa all’inserimento del norvegese Pedersen fin da subito. Il Toro parte aggressivo cercando di dare un segnale chiaro ai bianconeri.
L’atteggiamento dei granata è ben diverso rispetto al primo tempo e la partita diventata piacevole. Nei primi 5 minuti la squadra di Vanoli ha avuto due ottime occasioni da gol sciupate malamente. La Juve tenta di rallentare il gioco ma a crederci di più sono i granata.
Il derby è ben sentito dalle due squadre e soprattutto dalle panchine. Su un contrasto regolare di Savona, Thiago Motta e Vanoli vanno a muso duro meritandosi il cartellino rosso diretto. La Juve cerca di contenere le sfuriate di un Toro finalmente pimpante per poi tentare imbucate repentine e mirate.
Vanoli cambia Karamoh autore di una buonissima partita per Pedersen, spostando Lazaro sulla corsia di sinistra ed il norvegese alto a destra. Anche la Juve sceglie di puntare sulle corsie laterali, soprattutto sulla sinistra con Mbangula in serata e sempre ficcante negli spunti. Yldiz sulla destra ha vita facile sul duo Sosa/ Coco creando non pochi grattacapi alla difesa torinista.
Nella manovra bianconera pesa comunque l’assenza di Vlahoviç che con la sua fisicità avrebbe potuto creare pericoli. Cambia anche Motta con l’inserimento di Cambiaso spostato a destra. Koopmeiners arretra posizione mettendosi sulla linea del centrocampo per ricevere palla e tentare di creare buone occasioni da gol.
Il Toro dopo 30 minuti intensi cala il ritmo avendo speso tante energie ed i bianconeri cercano di approfittarne prendendo campo. Le occasioni nitide sono almeno tre ma Milinkovic si riscatta alla grande salvando il risultato. Yldiz molto mobile sulla destra mette in difficoltà Borna Sosa, Nico Gonzalez molto mobile a dar fastidio ai difensori tra le linee.
La Juve ci crede e Cambiaso dal limite dell’area calcia in porta sciupando una buonissima occasione. Il Toro sembra in debito di ossigeno dopo aver speso tanto ed i bianconeri lo capiscono. La partita è intensa fino all’ultimo con le due squadre che hanno tra i piedi due buone occasioni per i 3 punti.
Dopo 4 minuti di recupero l’ottimo arbitro Fabbri manda le squadre negli spogliatoi. Finisce in pareggio un derby ben giocato ed intenso tra le due squadre, il Toro ha messo davvero tutto in campo. La Juve esce con l’ennesimo pareggio (undicesimo) ma con la consapevolezza di aver raccolto un buon punto.
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