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Danilo: anche l’ultima goccia di “Juventinità” saluta i tifosi, i Dirigenti imparino qualcosa da lui

Dopo oltre 5 anni se ne va in perfetto stile Juve Danilo l’ultimo capitano ad aver vinto qualcosa, tra ringraziamenti e stoccate velate.

Una data rimarrà indelebile tra i tifosi della Juve, 27 gennaio 2025 quella dell’addio di un giocatore che, entrato in sordina dalla fredda Inghilterra, ha saputo innamorarsi e capire cosa volesse dire vestire il bianconero.

7 agosto 2019 il Presidente Andrea Agnelli (ultima goccia di vero bianconero tra i dirigenti) decide per uno scambio tra due esterni di sicuro valore. A partire in direzione Manchester il portoghese Joao Cancelo autore di un’annata strepitosa nella Juve, all’aeroporto di Caselle atterrava Danilo esterno brasiliano meno “blasonato” rispetto al collega.

Quel gol contro il Napoli ed il debutto fortunato

Nelle gerarchie però il brasiliano si ritrova davanti l’ex milanista De Sciglio arrivato a parametro zero da Milano. Ma si sa che la fortuna aiuta gli audaci e proprio l’infortunio del laterale italiano consente il debutto di Danilo nella Serie A segnando subito contro il Napoli.

Le sue prestazioni saranno un crescendo anche se a fasi alterne ma verranno premiate dal primo scudetto in maglia bianconera.

La vera fortuna per lui l’arrivo di Andrea Pirlo in panchina che con il cambio modulo lo accentra in difesa come terzo di destra. Le sue prestazioni sono linfa vitale per i bianconeri facendo innamorare il popolo juventino a quel brasiliano un pò atipico.

Danilo si conquista a furor di popolo e di prestazioni convincenti i galloni di capitano, innamorandosi perdutamente di quei colori che hanno fatto la storia non solo del calcio italiano. Un amore viscerale e contraccambiato, lui che ha capito cosa volesse dire indossare quella maglia così affascinante ma terribilmente pesante.

Parole al veleno

Un addio da gran Signore ma non scevro di una nota amara e polemica. “Quando sono arrivato ho imparato dai grandi uomini dello spogliatoio e all’interno della Juventus sono diventato poi anche io insegnante, il difensore di questi valori con le unghie e con i denti.

Ecco appunto, Danilo ha imparato cosa volesse dire la parola Juve dagli uomini che hanno fatto la storia. Oggi all’interno non solo dello spogliatoio ma della dirigenza stessa non esiste nessuno che lo sappia.

“Ogni volta che ascoltavo l’inno cantato da voi allo stadio mi emozionavo, mi accendevo di questa emozione. Non si compra con nessun progetto fantasioso. Per concludere è giusto citare una frase che un certo signore di nome Andrea Agnelli disse una volta. “La nostra consapevolezza sarà la loro sfida”. Essere all’altezza della storia della Juventus. Ricordatevi. Ci riconosceremo ovunque nel mondo. Solo con uno sguardo. Siamo la gente della Juventus. Grazie di tutto. Un abbraccio dal capitano. Arrivederci”

Ecco la nota polemica ed una stoccata ad una Dirigenza incapace non solo di scaldare gli animi di una tifoseria che merita di più ma anche gli animi di una squadra che poco ha capito cosa sia la Juve.

Thiago Motta dichiarò in conferenza stampa improvvidamente che vincere non doveva essere un ossessione, parole gravi per un tecnico con la testa ancora a Bologna.

Dove sono finiti i Del Piero gli Scirea o i Boniperti, capitani veri che avrebbero “preso per le orecchie” un ragazzotto strapagato insultante ed irriguardoso verso i propri tifosi dopo una serie di prestazioni imbarazzanti.

Ora non resta più nessuno di quella squadra che vinse l’ultimo scudetto, non rimane più nessuno che possa spiegare cosa voglia dire essere bianconero.

Obrigado Danilo

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