
Nessuno può negare che questo Referendum della Giustizia 2026 è stato difficile da spiegare e sopratutto da capire.
Si votava per il referendum confermativo della legge costituzionale recante: “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”.
Proponendo una variazione di certe leggi come : per la Magistratura più separazione tra ruoli (pm e giudici meno “vicini”). Per le misure cautelari: uso più limitato del carcere preventivo. Il sistema interno invece avrebbe subito delle variazioni della magistratura con delle regole diverse per elezioni e funzionamento del CSM. Per la valutazioni dei magistrati un maggiore coinvolgimento (anche esterno) nelle valutazioni.
Nonostante sia stata (in parte) Giorgia Meloni ad avere voluto questo nuovo Referendum, si è astenuta di ritirare la sua scheda. Dichiarando poi all’esito dei risultati di rispettare sempre l’opinione del popolo italiano, anche quando lei stessa non è d’accordo. Nordio invece dice di assumere la responsabilità totale al livello politico della riforma stessa che porta il suo nome.
Come da un voto dalle due parole più semplici e più facile di comprensione, l’esito nazionale ha riportato il NO con il 53,7%.
Tanti pareri contrastanti dal Partito Democratico che chiede la dimissioni di Carlo Nordio insieme a Andrea Delmastro facendo parte tutte e due del ministero della Giustizia a Forza Italia dove comunica Deborah Bergamini che i 13 milioni di si lasciano intuire una forza per potere continuare nella direzione scelta.
La domanda è : Cosa cambia ora che il NO è stato votato alla maggioranza ?
In realtà niente perché il risultato del referendum segna uno stop al cambiamento proposto: la maggioranza ha deciso di mantenere lo status quo. Non cambiando il sistema attuale della Giustizia. Quindi, nessuna modifica su temi come magistratura, carriere, misure cautelari ecc, che abbiamo citato qui sopra.
Cosa sarebbe cambiato invece se il SÌ fosse passato ?
Se avesse vinto il SÌ, il referendum avrebbe introdotto modifiche concrete al sistema giudiziario, limitando alcune pratiche e ridefinendo il ruolo della magistratura.
Niente rivoluzione per l’Italia, abbiamo deciso di lasciare le cose come stanno, ma sarà un bene dire sempre di NO a tutto ?
Non é successo niente ma poteva cambiare tutto.
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