
Ormai è un dato di fatto, lo sanno anche i sassi: questa estate il Napoli non compra, se prima non cede. Questo diktat presidenziale, ovviamente, non cancella l’esigenza imprescindibile di sfoltire la rosa. Sia dal punto di vista numerico. Ma specialmente, sbolognando altrove giocatori considerati poco funzionali al progetto di Allegri, provando addirittura a monetizzare le uscite. Obiettivo, al momento, complicato da raggiungere. Gli indiziati a fare posto in organico sono noti da tempo: Lucca e Lang su tutti. Protagonisti in negativo della prima parte della passata stagione. Entrambi bocciati da Conte, cercarono riscatto in un contesto diverso, dopo che l’allenatore salentino gli spiattellò nei denti, senza tanti complimenti, che non rientravano più nei suoi piani.
Oggi sembrano aver metabolizzato l’epurazione maturata lo scorso gennaio; nondimeno, sono proprio loro quelli maggiormente candidati ad alleggerire il carico annuale sul bilancio. Nella speranza che attraverso una cessione, si possa poi concludere un buon affare a fine mercato. Chiaro che averli pagati uno sproposito non agevola il potere contrattuale degli azzurri in fase di trattativa. Perciò al Conte Max è stato chiesto di rivalutarli. In alternativa, provare a dare un senso ai milioni buttati dalla finestra (Lang 28 e Lucca 35), nello strenuo tentativo di recuperarli alla causa, nonostante un rendimento talmente insufficiente, da generare dosi massicce di diffidenza nei tifosi.
Lucca vivace come non mai

Per il centravanti non ci sono trattative avanzate. Nel senso che sul tavolo di Manna nessuno ha presentato un’offerta concreta. Il diesse dialoga con qualche collega, interessato a un profilo con la fisicità dell’ex Udinese. Che dal canto suo, resta abbastanza freddo di fronte all’ipotesi di trasferirsi in Turchia (Trabzonspor). Al contrario, avrebbe avallato una destinazione che gli consentisse di restare in Serie A. C’è comunque la disponibilità del club partenopeo a contemplarne la partenza. Magari discutendo una formula diversa da quella prospettata da Genoa, Fiorentina e Lazio: interessate sì, ma al prestito con diritto di riscatto. Peccato che al momento di quantificare la cifra, siano sparite.
Rispetto ai giorni precedenti l’esordio in campionato, sono emerse due grandi novità: contro il Genoa, infatti, Lucca ha dimostrato una certa vivacità. Lontano, dunque, dall’attaccante imbolsito e sfiduciato, che aveva spinto i napoletani a subissarlo di fischi, ogni qual volta si levava la pettorina, per entrare in campo. Un radicale cambiamento nell’approcciarsi alla gara, che non cancella però le intenzioni di qualche settimana fa.
Il Napoli chiede 25 milioni. D’altronde, non potrebbe fare altrimenti, dovendo recuperare parte del sostanzioso investimento sostenuto solo un anno fa. Non va dimenticato che la famiglia Pozzo offrì a De Laurentiis l’opportunità di dilazionare il pagamento: 9 milioni immediatamente. Altri 26 spalmati sui tre esercizi successivi. Per cui, col passare dei giorni che avvicinano alla chiusura ufficiale del mercato, è ragionevole immaginare ADL prendere necessariamente in considerazione l’idea di abbassare un po’ questa cifra, pur non volendo scendere sotto i 20. Altrimenti incapperebbe in una sanguinosa minusvalenza.
Lang stuzzica la Dea

In questo scenario, ragionevole pensare che, a meno di imprevedibili colpi di scena, sarà Lang il candidato a fare le valigie. Sembrava che potesse scegliere tra Galatasaray e Ajax: destinazioni desiderate, ma incerte nel formalizzare una proposta reale al Napoli. Sullo sfondo, quindi, rimane l’Atalanta. L’unica che non si è defilata tra le pretendenti. Presumibile che negli occhi di Sarri non ci siano le deludenti prestazioni offerte in maglia azzurra, bensì la convinzione che nel suo sistema di gioco l’ex PSV possa finalmente ritrovare le condizioni per esprimersi al meglio. Del resto, il piano gara predisposto da Allegri per espugnare Marassi puntava sul lasciare l’iniziativa al Genoa, e dopo ribaltare l’inerzia grazie ai cambi. Decisivi quelli di De Bruyne e Vergara, al pari di Lang, coprotagonista della vittoria.
Insomma, la Dea fa sul serio, e intende rilanciare aprendo una finestra su un orizzonte economico diverso, se parametrato alla proposta iniziale. Anche qui bisogna trovare la quadra su formula e prezzo. I bergamaschi sono partiti dal prestito oneroso. Avevano messo sul piatto 2 milioni più 1 di bonus, con diritto di riscatto fissato a 20 milioni. Tuttavia, pare che adesso stiano per aggiustare il tiro. Meditano cioè di rilanciare e alzare il tenore dell’offerta. Considerando che il Napoli vorrebbe cederlo a titolo definitivo. Un’apertura, quella degli orobici, che potrebbe stravolgere non poco la fine dell’estate partenopea.
E se rimanessero entrambi?

Perché Manna è sempre impegnato spasmodicamente nel recuperare risorse da stanziare, per garantire ad Allegri un vice-Hojlund di buon livello. Oltre al pressing su Giovanni Branchini, procuratore del gettonatissimo Gabriel Jesus, (improbabile…), sogno di una notta di mezza estate, ma titolare di un contratto in scadenza con l’Arsenal nel 2027, che pesa 6 milioni di euro, alla lista della spesa si è aggiunto lo spagnolo Marc Guiu. Pur essendo ai margini delle strategie tecnico-tattiche di Xabi Alonso, il Chelsea valuta il 20enne circa 29 milioni di euro. Investimento impensabile, in tempo di spending review. Vedremo: resta ancora una settimana scarsa a disposizione del direttore sportivo per completare la squadra. Ecco perché a Castelvolturno riflettono: l’impressione che dopo la partita di Genova, per dedizione e spirito di sacrificio, Lang e Lucca stiano scalando le gerarchie, non appare poi tanto campata in aria. Allora, i potenziali esodati hanno sfruttato una occasione più unica che rara. E si tengono stretti la maglia.
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