
C’è chi vede una semplice firma su un contratto e chi, invece, intravede l’inizio di un progetto ambizioso. L’arrivo di Mauro Chianese sulla panchina del Nardò appartiene senza dubbio alla seconda categoria. La società granata ha scelto un allenatore preparato, moderno e con un curriculum costruito passo dopo passo sui campi più difficili del calcio italiano, affidandogli la guida della squadra per la stagione 2026-2027.
Originario di Salerno e classe 1973, Chianese ha iniziato il proprio percorso nel settore giovanile, maturando esperienze importanti con Cavese, Nocerina, Lecce, Salernitana e Napoli, un bagaglio tecnico che gli ha permesso di affinare una metodologia di lavoro basata sulla crescita dei giovani, sull’organizzazione tattica e sulla valorizzazione del gruppo.
Il salto tra i grandi lo ha visto protagonista sulle panchine di Aversa Normanna, Portici, Savoia, Brindisi, Chieti, Acireale e, nell’ultima stagione, L’Aquila. Piazze importanti, spesso caratterizzate da grandi aspettative e da un’enorme pressione ambientale, dove Chianese ha saputo distinguersi per professionalità, competenza e capacità di costruire squadre competitive.
Proprio a Chieti ha mostrato un calcio organizzato e propositivo, mentre ad Acireale e successivamente a L’Aquila ha confermato di essere un allenatore capace di entrare rapidamente nella mentalità di piazze esigenti, lavorando con intensità e grande attenzione ai dettagli. Non è un caso che il suo nome sia ormai considerato una garanzia nel panorama della Serie D.
Il Nardò, dunque, non ha semplicemente scelto un nuovo allenatore: ha investito su un progetto tecnico preciso. La società punta su un profilo che negli ultimi anni ha dimostrato di saper coniugare identità di gioco, valorizzazione dei giovani e cultura del lavoro, elementi fondamentali per costruire una squadra destinata a essere protagonista.
Chi conosce Mauro Chianese racconta di un tecnico meticoloso, esigente e sempre aggiornato, uno di quegli allenatori che vivono il campo sette giorni su sette e che curano ogni particolare, dalla preparazione atletica alla fase tattica, senza mai perdere il rapporto umano con lo spogliatoio. È proprio questa combinazione di competenze che negli ultimi anni gli ha fatto guadagnare la stima degli addetti ai lavori.
La sensazione è che la Serie D possa ormai stargli stretta. Il suo percorso parla di una crescita costante, senza scorciatoie, costruita attraverso risultati, sacrifici e competenza. Se continuerà su questa strada, il passaggio nei campionati professionistici appare più una questione di tempo che una semplice possibilità.
Per il Nardò rappresenta una scelta di qualità e di prospettiva. Per Mauro Chianese, invece, potrebbe essere la tappa decisiva di una carriera destinata a portarlo sempre più in alto. I presupposti ci sono tutti: adesso sarà il campo, come sempre, a dare il suo verdetto.



