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Il passo di danza che non muore mai

Siamo andate a vedere il film che tutti aspettavano, prima ancora del Diavolo Veste Prada 2, film quanto atteso. Parliamo del biopic dedicato alla legenda della musica pop, Michael Jackson.

Il progetto è partito da un’idea complessa: quasi sette anni di preparazione, tra aspettative altissime e polemica ancora prima dell’uscita ufficiale nelle sale. Perché se possiamo parlare del mito di MJ fino all’alba, è impossibile purtroppo dimenticare i lati più oscuri che hanno accompagnato la sua storia.

Separare l’uomo dall’artista

Non è certamente facile, ma è possibile. Ed é quello su cui si é basato Antoine Fuqua che ha diretto il film mettendo più in luce possibile la pop-star e il suo impatto. Regista noto per la trilogia The Equalizer con Denzel Washington. Ma qui la sfida è molto diversa.

Raccontare la vita di una figura così complessa potrebbe sembrare quasi scontato, ma non lo è. Insieme alla direzione di Graham King produttore di altre biopic come Bohemian Rhapsody.

Credo che la musica possa cambiare il mondo, diffonde amore, gioia e pace. Michael Jackson

Chi poteva interpretare il Re del Pop ?

Chi potrebbe avere il dono di Michael ? Con la più semplice delle risposte, Il nipote. Figlio del fratello più grande Jermaine Jackson, Jaafar Jackson, interpreta direi quasi alla perfezione e in un modo brillante suo zio, in un modo intenso e credibile.

Il film parte dall’infanzia di MJ, dagli esordio con i fratelli del gruppo Jackson 5, quando era già bambino prodigio della musica e del ballo. Per arrivare alla consacrazione come icona globale della musica, capace di influenzare ancora oggi il panorama pop internazionale.

Una sfida quasi impossible che Jaafar é riuscito ad affrontare, Fuqua mette in chiaro la preparazione del giovane attore :  “Si capisce perché erano così speciali per Michael: si preoccupavano anche dei movimenti più impercettibili. E hanno trasmesso questo approccio a Jaafar, che ha lavorato sodo, giorno e notte, per perfezionare ogni singolo gesto” parlando all’aiuto di Rich e Tone Talauega, celebri coreografi che hanno accompagnato MJ durante uno dei suo tour.

Michael Jackson : il fiato sospeso per il lato oscuro

La prima scena (delle 2 ore 08 di Michael) doveva aprirsi con l’artista davanti allo specchio, illuminato i sotto fondo con le luce lampeggiante blu e rosse della polizia. Ma il film ha subito quasi un anno di ritardo sull’uscita prevista, il terzo capitolo dell’opera ha dovuto essere rigirato nuovamente, in grande parte per cancellare le gravi accuse che MJ ricevette per molestie e abusi su minori.

Rimaniamo cosi sospeso, tra verità e percezione, tra mito e realtà. Giusto o sbagliato, vero o finto della vita del mitico Michael Jackson.

Quello su cui non si può avere alcun dubbio é il talento dell’artista. Che per sempre sarà nelle memoria collettiva, un ricordo accesso e dinamico. Per il resto meglio ogni tanto non avere risposte.

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Foto: https://depositphotos.com/it

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