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Toro: D’Aversa e l’uovo

E' nato prima l'uovo o D'Aversa? Cerchiamo di risolvere il dubbio amletico

Toro: D’Aversa e l’uovo

Leggenda narra che un giorno, Cristoforo Colombo mise a dura prova i suoi amici, chiedendo loro se fossero in grado di far rimanere un uovo dritto su uno dei suoi estremi. Questi ci provarono insistentemente ma ogni tentativo fallì miseramente. Quando gli fu chiesto di dimostrare le sue ragioni, Colombo prese l’uovo, ne schiacciò un lato e lo fece stare dritto. Gli amici iniziarono a protestare sull’irregolarità della prova, sostenendo che l’uovo, per la durata dell’intero esperimento, sarebbe dovuto rimanere intatto. Risultato? Questi stessi ponevano dei limiti che nella realtà delle cose non avevano di che esistere. Limiti che, nella vita di tutti i giorni, quando ci si ritrova davanti ad una sfida, nascono e crescono come radici infinite raffigurate in ogni Albero della Vita.

L’uovo di Roberto D’aversa

Ebbene, l’aforismo di Cristoforo Colombo e dell’uovo credo sia perfetto per descrivere ciò che Roberto D’Aversa, neo tecnico dei granata sponda Torino, stia cercando di dimostrare a più riprese fin da quando è stato scelto dalla società di Urbano Cairo. Ci si chiede come fosse ormai possibile tenere dritto un uovo nato male, l’ennesimo, e diventato talmente spigoloso da non potersi minimamente immaginare possa rimanere fermo immobile, in perfetto equilibrio su uno spigolo di baroniana sfumatura, che forerebbe al solo tocco anche il più inossidabile dei metalli.

L’uovo di Baroni aveva avuto 30 possibilità di riuscita dell’esperimento: ha fallito quattordici volte e per sei ha creato non pochi dubbi sulla validità dell’esperimento. Numeri impietosi, specie dal momento in cui quell’uovo sul quale il tecnico ex Verona stava lavorando era palese fosse di gomma.

Cambiando l’ordine degli interpreti, il risultato non cambia

Non è bastato il cambio del cameraman, affezionato alla Spal, giacché il licenziato si focalizzava spesso e volentieri sul pelo nell’uovo piuttosto che sulla materia della quale esso era composto. Non era bastato nemmeno il tentativo del cambio del pubblico, ormai  stanco, stufo di applaudire a comando dallo Station Manager che di nome fa Urbano.  Non era nemmeno bastato sponsorizzare ai primi passanti, sui propri canali social, il biglietto dello show, ridimensionandone e non poco il prezzo.. L’uovo non solo continuava a cadere ma rimbalzava vistosamente su ogni piastrella del palcoscenico senza rompersi, svelandone di fatto la sua vera natura.

Il nuovo sfidante

Eppure quel Roberto D’Aversa, nato a Stoccarda il 12 agosto 1975, coglie la sfida ed afferra l’uovo di gomma. Gli disegna il guscio, lo prende con delicatezza quasi per far intendere che potrebbe per davvero sgretolarsi e lo appoggia delicatamente al tavolo. Lo osserva attentamente, ne studia ogni curva diventata spigolo ed inizia a prendersene cura. Quello stesso uovo che rappresentava una squadra di 20 e più elementi, figli di una media di 1.04 punti a partita, figli di 51 goal subiti e di 31 realizzati, figli di una caduta libera senza casco verso l’oblio.

Vi ricordate lo sguardo di D’Aversa durante la conferenza stampa della sua presentazione ai media? Conferenza che avrebbe dovuto dar modo al neo tecnico di rivelare le sue intenzioni, ma che di fatto ha sbugiardato senza se e senza ma la vera natura dell’uovo. Ebbene, mi piace pensare che quello sguardo fosse orientato sul futuro prossimo, su una dimensione completamente diversa da quella nella quale era stato proiettato, totalmente assorto sulla sfida e sugli strumenti da dover maneggiare per cercare di restituire dignità e credibilità a quell’uovo di gomma.

I primi risultati sulla panchina granata han finalmente dato risposte positive. Ma caro Roberto, il tuo Presidente ci ha regalato un grande, enorme insegnamento che mi piacerebbe riassumere in poche parole traendo spunto da un tifoso su Twitter: le parole sopravvivono solo se accompagnate da un gesto, altrimenti muoiono assieme alla credibilità di chi le ha pronunciate.

Almeno tu, rendi più credibile il color granata.

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