ATP Roma 2025: è sempre più Lorenzo il Magnifico!
Che questo ragazzo avesse dei numeri da fuoriclasse lo si era capito, anche se la sua giovane età lo aveva portato spesso ad inciampare nell’incostanza e nella fragilità mentale. Poi, come per il più bel fiore nel deserto, bastano due gocce d’acqua sulla terra rossa e Lorenzo sboccia in tutto il suo splendore: forza fisica, tenacia ed un pizzico di magia.
Ed ecco a voi “Lorenzo il Magnifico”, or dunque, tennista tanto rinascimentale quanto liberale. Liberale nelle sue smorzate a rete, liberale nella necessità di far giocare volèe ripetute a Zverev, liberale nello sciogliere quel rovescio in back e liberale nell’espressione mascherata anche nei punti vinti con estrema fatica.
Il numero due
Chi segue spesso Zverev negli allenamenti sostiene che il tedesco abbia spesso l’abitudine a passare ore ed ore palleggiando da fondo. Questa sera, il numero due al mondo ha dovuto subìre ed accettare un modo di giocare non suo, a ritmi alterni e con scambi spesso indirizzati ad aree di campo che lo hanno spesso messo in difficoltà. L’imprevedibilità di Musetti si è trasformata in bacchetta magica che ha destabilizzato mentalmente e fisicamente uno dei tennisti storicamente più tenaci dal punto di vista del rendimento fisico. Un “controbattitore” perfetto, Zverev, ma poco “artista”.
Arte e dedizione
Il creatore di gioco impiega più tempo per arrivare alla sua dimensione. Quel che abbiamo visto questa sera è il paradigma di quello che succede tra Arte e dedizione e pura e sola forza fisica. Le pennellate d’autore su tela romana creano un arcobaleno di colori, unici e svariati come le giocate di Lorenzo Il Magnifico sulla terra rossa del Foro Italico. Nonostante i primi giochi passati in riserva, la dimensione dell’artista non tarda ad arrivare, il pennello inizia a muoversi come se l’immagine, il capolavoro, fosse già bene impressa nella mente del 23enne toscano.
Arrivare al tie break sul primo set dopo aver recuperato un break al forte tedesco e vincerlo per 7-1 fa capire come il tennista azzurro abbia imparato a gestire forze ed energie mentali. Altro grande passo in avanti.
Le braccia al cielo
Quelle stesse braccia che continuano a soffermarsi sulle sfumature di colore, quelle che danno quel tocco di autenticità, continuano a sfoderare passanti di rovescio in back, smorzate e palombelle, volèe e precisi tocchi di riga. Il secondo set è pura estasi dell’arte toscana. Musetti porta sul 4-4 Zverev, poi spicca il volo, strappa il break al tedesco e continua a tenere ben spalancato quel libro delle Favole Infinite che oggi gli ha permesso di alzare le braccia al cielo, a chiudere gli occhi ed a sognare la rivincita di Montecarlo contro un Alcaraz da combattere, da vivere, da vincere.
Tra gli applausi di tutti noi, comunque andrà a finire.
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