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Toro senza bussola: l’armata Brancaleone di Baroni affonda davanti a 22 mila tifosi

Pomeriggio da incubo per i granata che prima passano in vantaggio e poi con i soliti errori difensivi vengono sconfitti dal Cagliari.

Davanti a oltre 22 mila spettatori, la formazione del Torino allenata da Marco Baroni andava a caccia della terza vittoria di fila in campionato che  non capita dal 2019. Prova di maturità fallita drasticamente che ha ancora evidenziato le carenze tecnico tattiche di una formazione che ha carenze in reparti importanti come centrocampo e difesa.

Un Karakiri da cine panettone

Punti preziosi sotto l’albero del Cagliari che nonostante una rosa altamente rimaneggiata ha il merito di restare in partita sfruttando appieno i gravi intolleranti svarioni di un Torino sceso in campo svogliato, lento e senza idee .

Il Torino di Baroni era appena uscito da un periodo buio grazie alle vittorie con Cremonese e Sassuolo che avevano riportato i Granata in una zona tranquilla. La sconfitta di oggi mette tutto in discussione.

Sconfitta arrivata per due dormite difensive inaccettabili in un campionato di massima serie.

Pesano sia gli errati posizionamenti difensivi sia le marcature larghe a approssimative che permettono a Killcsoy di immedesimarsi nel miglior Maradona capace di saltare come birilli centrocampo e difesa granata.

Il Torino e quella maledizione della terza vittoria consecutiva

Ancora una volta i granata non riescono a cogliere la terza vittoria di fila.

Complice anche alcune scelte discutibili di Baroni, per vedere una vera e propria occasione da gol bisogna attendere il 28 minuto in cui il Torino passa in vantaggio.

Tra geometrie di gioco inesistenti , la solita lentezza nella costruzione e l’imbarazzo sugli esterni granata le occasioni del Torino passano o da calci da fermo o da tiri da fuori area.

Troppo poco per uno stadio riempito con 22 mila speranzosi  spettatori.

Troppo poco per provare a fare quel salto di qualità e quel cambio di marcia di una squadra che è sembrata essere autolesionista sia caratterialmente sia tecnicamente

Petrachi e la speranza degli innesti

Passeranno dalla testa di Petrachi i voli pindarici del mercato.

Idee, trattative o ambizioni considerate eccessivamente ardite con quel poco budget che la presidenza metterà a disposizione passeranno quasi sicuramente su una o due cessioni per fare cassa.

Auguri Direttore, ne avrà bisogno perché porta, centrocampo e soprattutto difesa hanno necessità di essere assolutamente rivisti.

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