E’ fatta per l’arrivo al Toro di Marco Baroni, pronto per lui un biennale con premio Europa che sa tanto di presa in giro per i tifosi granata.
E’ durata solo un anno l’avventura al Toro di Paolo Vanoli, voluto inseguito e cercato la scorsa estate proprio dal duo Vagnati Cairo. Una pantomima per il suo ingaggio con tanto di braccio di ferro tra i granata ed i lagunari per ottenere uno sconto di 300 mila euro per liberare il tecnico della promozione.
Un arrivo in pompa magna anche se non come maestro di calcio in stile Ventura o Mazzarri per non parlare di Giampaolo.
Durante il ritiro estivo girava tra i social il video del Presidente Cairo “sempre più amato” tra i tifosi granata che dietro i cancelli del campo d’allenamento festanti, chiedevano autografo e video del loro amato condottiero. In uno slancio di entusiasmo lo stesso dichiarava al limite tra l’impettito e l’infastidito che “lui era lì per portare in alto il Toro in Europa” testuali parole.
I primi scricchiolii
Che Vanoli però non avesse ancora ben intuito dove si trovasse lo si evince dalle prime conferenze stampa, chiedendo a gran voce una campagna di rafforzamento estiva fin lì latitante.
Ecco i primi malumori tra il Presidente ed il Mister con pretese addirittura di sviluppo internazionale . Inizia il campionato con il primo posto nelle prime 5 giornate ed Urbano Cairo che trionfante posta una foto su Instagram al grido di “salutate la capolista”. L’aria a Torino è quella della finale di Amsterdam ma alla quinta giornata di campionato.
Mai come lo scorso autunno il tifo granata così diviso tra i disillusi con i piedi per terra ed i festanti con post quali “quest’anno andiamo in Champions” oppure “possiamo vincere lo scudetto”. In realtà a riportare con i piedi ben piantati per terra ill popolo torinista, ci ha pensato Duvan Zapata al termine della partita di San Siro. Rottura del legamento e del menisco e addio sogni di gloria.
Era Ottobre ed i più positivi (per non dire illusi) pensarono ad una immediata programmazione e ricerca del sostituto già ai primi di Gennaio. La storia dirà ben altro ovviamente e l’unico arrivo in maglia granata in avanti, tale Salama con zero presenze all’attivo ed un carosello di festanti a Rennes per la sua partenza.
Vanoli esautorato
La stagione del Toro volgerà come quasi sempre da vent’anni a questa parte nell’anonimato assoluto. Una salvezza conquistata a marzo e la squadra formalmente già in vacanza. La collezione di figuracce fino al termine della stagione non si conteranno più.
Vanoli invano invoca rinforzi e tenta di ricordare cosa sia il Toro a chi ne è proprietario (va proprio al contrario il mondo!), provocando mal di pancia e bruciori di stomaco proprio a chi del Toro non frega nulla.
Il rapporto tra la dirigenza granata ed il tecnico è ai minimi storici. Vanoli viene praticamente isolato e lasciato solo. La scusa per l’esonero la partita contro la Roma di fine stagione dopo 5 partite assolutamente imbarazzanti (d’altronde senza stimoli e motivazioni dove si vuole andare?).
In realtà il vero motivo è l’avere ambizioni europee e richieste di una rosa adeguata. Tutti discorsi invisi alla proprietà ben attenta ai conti ed a non eccedere nelle competizioni, in fondo l’Europa costa!
Baroni scelta del futuro
Ciliegina sulla torta l’ennesimo esonero subito da Marco Baroni seduto sulla panchina della Lazio. Una stagione non esaltante per lui, tecnico abituato a non fare domande e tantomeno richieste e quindi perfetto per Cairo.
La carriera del tecnico ex Verona fatta solo di esoneri e squadre di quarta fascia. Il perfetto “Yesman” abituato a lavorare con i pochissimi mezzi messi a disposizione dai Presidenti. A Roma Lotito gli ha fornito una squadra fatta di giocatori mediocri e con l’assenza pesante di una punta che sostituisse Ciro Immobile.
Nonostante tutto non si è mai lamentato con la stampa neanche a Roma dove sicuramente la tifoseria non si accontenta di un piazzamento tranquillo.
Un tecnico che si fa andare bene tutto senza chiedere mai. Ambizioni? Zero, nessuna non sia mai!
Il futuro del Toro a questo punto sembra chiaro a tutti, tranne ancora a quei pochi fedelissimi del Presidente che lo sostengono.
Il Toro merita ben altro!
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