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Torino nel caos: mercato, malumori e spogliatoio spaccato. Il progetto granata vacilla

Il Torino sta affrontando un momento delicato e di contestazione non solo per i risultati negativi ma anche per divergenze interne tra alcuni giocatori ed il club in questa sessione di calciomercato.

Vi abbiamo parlato degli acquisti di Rafael Obrador arrivato dal Benfica con la formula del prestito con diritto di riscatto fissato a 9 milioni di euro e di João Pedro noto con lo pseudonimo di “Tchoca” difensore brasiliano giunto sempre in prestito oneroso ad 1 milione che diventerà obbligo (al raggiungimento della titolarità in 10 partite per almeno 45 minuti) a 4,5 milioni di euro

Malumori e cessioni

Al netto di questi acquisti però tanti sono i giocatori in uscita o in rottura con la società. Tra questi Cyril Ngonge che dopo la sua breve avventura nella città torinese tornerà a Napoli per poi approdare all’ Espanyol con la formula del prestito con diritto di riscatto fissato a 15 milioni. Stesso discorso per Duvan Zapata, sempre più ai margini nelle scelte di Baroni e reduce da un gravissimo infortunio che sembra abbia un po’ compromesso la sua carriera.

Il giocatore in rottura anche con ambiente e tifosi dopo la contestazione post sconfitta contro il Como sembra abbia l’interesse di Genoa, Cagliari e Pisa alla ricerca di un centravanti.

Anche le trattative per i rinnovi non sono semplici. Concluso quello per il difensore Saul Coco che si lega ai granata sino al 2029, maggiori sono le difficoltà per il suo compagno di reparto Guillermo Maripán.

Il giocatore sembrerebbe aver ricevuto un’offerta al ribasso in termini economici e ciò non sia stato gradito da lui e dal suo entourage. Accordi allora ancora in stallo.

Il contratto del giocatore cileno con il Torino scade a fine giugno 2026 con opzione di rinnovo per un’altra stagione.

Il difensore sembrerebbe non più fondamentale nel progetto tecnico attuale. Le ultime panchine appaiono il risultato di una scelta societaria sul giocatore. Qualora arrivasse un’offerta congrua potrebbe allora partire già a gennaio.

Questa instabilità  sulle dicisioni future e sul voler costruire davvero un progetto di crescita e duraturo sembra minare anche le certezze di tutta la squadra che mai come adesso appare in difficoltà e spaccata in due.

 

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