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Torino, il mercato del Monopoli: promesse, risparmi e la difesa peggiore del campionato

La rivoluzione tanto attesa del Torino non è arrivata. Le promesse disattese sono il risultato del solito mercato incompiuto in casa granata

Il mercato del Torino con i soldi del Monopoli

La strategia di Petrachi era abbastanza chiara: colpi dal basso valore economico o affari in prospettiva.

Sul primo parametro si può dire che il Torino è riuscito nel suo intento. Tra uscite ed entrate si sono risparmiati circa 4 milioni di ingaggi. Per quanto concerne la chimera sui giocatori di un Toro del futuro sono arrivate solo brutte figuracce : Steve Kapuadi e Callum Olusesi erano i nomi nell’agenda del direttore sportivo che per incomprensioni varie o costi elevati non sono mai arrivati. 

Le uniche operazioni low cost si sono viste dopo le partenze di Asslani ( al Besiktas via Inter) e di Ngonge ( all’Espanyol via Napoli).

Per puntellare la difesa è arrivato in prestito secco dal Napoli Marianucci. Giocatore di belle speranze che resterà al Toro solamente da turista per 4 mesi.

A centrocampo è arrivato Matteo Prati. Giocatore dai piedi buoni in grado di dettare i ritmi di gioco in una mediana granata oggi in affanno.  Rimane da verificare se le caratteristiche del giocatore siano davvero compatibili con il  credo calcistico di mister Baroni.

Le incognite

L’arrivo dell’esterno spagnolo classe 2004 Obrador al Torino è tutto da verificare.

Terzino sinistro di ruolo, classe 2004 aveva debuttato giovanissimo a 16 anni in Liga ed era passato al Benfica dove ha trovato sempre pochissimo spazio. Il giocatore è dotato di una grande corsa e di un piede educato, doti già intraviste nei minuti finali contro il Lecce. Può giocare anche come quinto sulla fascia sinistra grazie alle sue ottime capacità di inserimento,

In attacco con la partenza di Ngonge è arrivato a sorpresa Sandro Kulenovic classe 1999 dalla Dinamo Zagabria.

Nome non nuovo per il calcio italiano avendo già giocato nella formazione della Juventus U19 con 6 reti in 19 partite. Profilo tutto da valutare.

La scommessa Enzo Ebosse

Dopo aver tentato invano di portare in Italia profili sudamericani come Ricardo, Tchoca o Jappert, il direttore sportivo del Torino GianLuca  Petrachi si è affidato a quella che è più di una scommessa sportva: Enzo Ebosse

Il difensore è arrivato dal Verona dove ha collezionato appena 4 presenze causa un problema muscolare.

Particolarmente tormentata è stata la carriera di Ebosse che in passato lo ha visto fermo per infortuni. Il Francese di nazionalità camerunense classe 1999 porta con se a Torino una cartella clinica allarmante e poco rassicurante per Baroni. Dal 2020 a oggi ha subito la rottura del crociato per ben tre volte.

Questo particolare condizionerà in affidabilità  i prossimi mesi del giocatore in una difesa che tutto aveva bisogno che un giocatore a mezzo servizio in questa delicata fase del campionato.

Il mercato incompiuto

In conclusione l’opera di rafforzamento del Torino di Urbano Cairo in questo calcio mercato invernale rispecchia ampiamente il modus operandi della società granata più occupata nella gestione delle risorse economiche che al reale potenziamento della rosa di Baroni.

Considerata la difesa peggiore del campionato ci si aspettava l’arrivo di due difensori titolari di qualità. Invece sono arrivati una riserva e un difensore con un passato pieno di infortuni.

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