Clima bollente e di totale confusione in casa Torino con Vanoli esonerato (manca solo il comunicato ufficiale del club). Cairo riflette tra sogni e desideri.
Torino tra Colpe e responsabilità: il gioco dello scaricabarile
Scopo del gioco è passare una patata bollente in mano a qualcun altro che non te la possa ripassare indietro. L’ultimo, cioè quello che non può scaricarla a nessun altro, perde.
L’ennesimo anno zero con squadre continuamente smantellate, idee confuse, zero programmazione e la solita arte dello scaricabarile.
Stavolta è toccato a Vanoli, l’ultimo a commettere l’errore più grande: fidarsi di promesse e storielle di crescita e rosa rinforzata. Prima di lui lo aveva fatto Ivan Juric, Giampaolo, Mihajlovic, Mazzarri ( per citarne qualcuno).
Le frasi del patron granata dopo Torino – Roma di domenica sera sono pensanti parole riflesse tra le pareti di un Grande Torino cupo e desolato :
“Sono deluso da tutti, anche da Vanoli: faremo tutte le valutazioni del caso, anche su di lui”
Ma lo stesso Vanoli tra rassegnazione e tristezza ci aveva in tempi non sospetti lanciato qualche input sulla deriva della barca a tinte granata, sottolineando qualcosa di sacrosanto e veritiero:
“ nel calcio o metti tanti soldi, o hai le idee”.
Considerando che la disponibilità economica è quella di Urbano Cairo sempre minutamente attento a non spendere oltre al dovuto e le idee quelle di Vagnati, ( con i soliti prestiti e acquisti sperimentali dell’ultimo minuto ), diventa abbastanza normale che il conto alla fine, se il vento della barca granata gira male, lo paghi sempre l’allenatore puntualmente esonerato.
Il toto allenatore e la disponibilità di Oronzo Canà
Ecco dunque che Paolo Vanoli è stato esonerato sia per il gioco offerto nel finale di campionato ma ancor di più per le pesanti riflessioni del suo Presidente.
Una panchina che con il passare delle ore diventa sempre più bollente e ingestibile.
Il post Vanoli a oggi però è tutto un rebus. Si vociferano i nomi più impensabili. Da Maurizio Sarri a Paolo Zanetti per passare a Baroni e finire con Gilardino o Gattuso. Tante idee ben confuse. Ma la squadra del prossimo anno ? Già sempre il solito problema che si ripete: la maledetta rosa.
E pare cosi talmente evidente che gente come Sarri verrebbe al Torino solo con la sicurezza di avere una rosa competitiva e coperta in ogni ruolo.
Pura utopia in casa granata. Ecco allora che uno dei profili papabili disposto a digerire l’improvvisazione cronica di ogni inizio stagione resterebbe quel tanto amato Oronzo Canà tenuto a lungo in naftalina.
La madre di tutte le soluzioni
Per risolvere il problema dello scaricabarile, dunque, è necessario che qualcuno si assuma la responsabilità, e metta quindi in pratica tutte quelle azioni correttive, che sono necessarie per porre fine a questo giochino.
A Torino, sponda granata, vedono ormai da molto tempo una sola e unica soluzione. Passare la mano e mettere in vendita la società.
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