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Toro: ennesimo schiaffo

Toro: ennesimo schiaffo. Bellanova va titolo definitivo all’Atalanta, ennesimo schiaffo di Cairo ai tifosi granata.

Sembrava quasi assurdo, forse persin irrealizzabile che in una sola sessione di mercato Urbano Cairo cedesse due dei suoi diamanti grezzi quali Buongiorno e Bellanova. Eppure, dopo aver ceduto alle lusinghe del Napoli, Buongiorno si trasferisce nel capoluogo partenopeo. Pochi giorni dopo Bellanova torna in quella Bergamo che aveva deciso di non riscattarlo tempo addietro. Inutile descrivere l’amarezza del tifo granata perché è finita tempo fa. Ma sarebbe bene ricordare le parole di Urbano Cairo rilasciate ai media ad inizio mercato:

Raul non è in vendita, è un giocatore sul quale puntiamo..

Venderlo a 20 milioni, oggi che Bellanova è diventato di fatto uno dei migliori terzini italiani in circolazione, a 24 anni, equivale pura follia. Una follia che questa dirigenza ci ha da sempre abituati, anche e soprattutto per la quasi totale mancanza di coerenza tra ciò che prometteva e ciò che manteneva. È l’ennesimo schiaffo.

Oltre 62 milioni di euro arrivano nelle casse del Torino. Ad oggi quasi 5 sono stati investiti in Pedersen, fresco retrocesso con il Sassuolo nemmeno da protagonista, 7.5 mil per Saul Coco, un prestito con diritto di riscatto per Borna Sosa e l’arrivo a parametro zero di Che Adams. Credo che anche un bambino delle elementari abbia capito che non ci sia assolutamente la volontà di investire. Come si può ancora credere al progetto zero quando sembra ombra di dubbio si stia facendo l’impossibile affinchè non nasca nessun progetto?

L’esempio Fiumicello

Sembrava alquanto azzardato pensare a Fiumicello in tutta questa storia, ma credo che possa oggi rappresentare esempio migliore. Ogni anno una parte di spiaggia lungo la valle di Maratea viene presa d’assalto da numerose tartarughe marine che depongono le uova. Gli abitanti del luogo proteggono l’area delimitandola con dei nastri e segnando un percorso che permetta alle piccole tartarughe che sbucano dalla sabbia di raggiungere il mare aperto e di conquistarsi la loro libertà. Ecco, sarebbe bello che questo miracolo della vita che in queste ore sta vivendo la Basilicata potesse tradursi per noi nel voler uscire dalla sabbia, per ribellarsi una volta per tutte alla dittatura mediatica, alle prese in giro, alle continue e costanti persecuzioni dei nostri valori e prendere finalmente il largo in mare aperto.

E poco importa se le acque saranno più scure e più profonde. La nostra memoria storia ci terrà sempre a galla.

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