Oggi il Presidente del Torino Fc Urbano Cairo supera l’indimenticato Orfeo Pianelli ma verrà ricordato soprattutto come il più perdente della storia granata.
7.031 giorni sono passati da quel lontano ormai 2005, quando l’allora Sindaco Sergio Chiamparino “regalava” quasi il Toro ad un semi sconosciuto imprenditore alessandrino. Diciamo la verità, sfido chiunque (salvo i residenti di quelle zone) se conosceva prima d’ora Urbano Cairo.
Il Toro (quello vero) era appena fallito con un gioco di potere dovuto alla vicenda fidejussioni. Il fu proprietario Franco Cimminelli dovette svendere tutte le sue proprietà, tirato giù dai palazzi del potere. Che il Toro non fosse mai stato gradito ad una certa compagine societaria è noto e risaputo (leggasi dichiarazioni Giraudo).
Quando fu ufficializzato il fallimento societario un gruppo di coraggiosi tifosi ed imprenditori si caricano sulle spalle la responsabilità di salvare il Toro con il lodo Petrucci. Chiariamo subito una cosa: Urbano Cairo non ha mai salvato nulla e nessuno!
I lodisti
A salvare il Toro dalla sparizione sicura e forse augurata da alcune persone furono proprio i lodisti capitanati dall’Avvocato Pierluigi Marengo. Nello stesso anno fallì anche il Perugia di Luciano Gaucci ma se per la squadra umbra si presentarono 4 imprenditori, per i granata a parte loro neanche uno.
Mancavano poche settimane all’inizio del campionato di Serie B quando il Sindaco ricevette una telefonata che annunciava la volontà di Cairo di rilevare i granata.
Ho fatto un viaggio in treno qualche mese fa proprio con l’ex Sindaco Chiamparino e vi posso assicurare che a specifica domanda sul perché lo avesse fatto la sua reazione fu di dolore vero.
Non se lo è mai perdonato l’ex Sindaco di aver regalato il Toro a colui che oggi viene considerato più una “sciagura” che una fortuna.
I record di Cairo
A parte il regalo ai tifosi di venire ricordato come il presidente più longevo (giusto per non dimenticarsene mai), Urbano Cairo avrà per sempre l’onore di venire ricordato come quello più perdente della storia. Ma vediamo le meravigliose performance:
Se Orfeo Pianelli verrà sempre ricordato per lo scudetto storico del 1976, per l’attaccamento ai colori granata ed alle tante stracittadine vinte, lo stesso non si potrà mai dire per l’editore alessandrino.
Zero trofei vinti (ma neanche a provarci) per non parlare di una serie di figuracce per lui e di umiliazioni per i tifosi. Ben due partite perse in casa con punteggio più che tennistico 0 a 7 (Milan e Atalanta) di cui quello più umiliante contro i bergamaschi.
Se in campionato i risultati migliori sono stati due settimi posti culminati con 2 ripescaggi in Europa League per disgrazie altrui, in coppa Italia non è andata meglio anzi.
Il Toro non ha mai passato i quarti di finale e la sensazione di molti è che neanche potesse interessare visto lo scarso impegno.
Giusto per trovare qualcosa di buono ci si aggrappa alla vittoria al San Mames contro il Bilbao (manco avessimo vinto la Champions League), perché neanche più gli scudetti dei bilanci sono a suo appannaggio.
Le partitelle in famiglia
Cairo è anche il presidente di tutta la storia granata e di tutte le squadre professionistiche con la peggior media punti contro la Juventus.
Lo score è impietoso, su 31 partite disputate fin qui la sua squadra (non chiamatelo Toro per favore) ha vinto un solo derby (quello praticamente regalato dai bianconeri).
Su 93 punti a disposizione solamente 9 i punti fatti, insomma per la Juve 6 punti praticamente assicurati mentre per i tifosi granata solamente delusioni ed umiliazioni.
L’ultima in ordine è la “partitella” all’Allianz ovviamente persa dai granata e con lo stadio juventino a gridare: “Urbano Cairo salta con noi”. Per infierire ancora un pò il Torino nei derby ha incassato la bellezza di 56 gol segnandone solamente 15.
Numeri che farebbero rigirare nella tomba Orfeo Pianelli, lui si indimenticato ed indiscusso Presidente del Toro e tifosissimo granata.
Le “figuracce” video
Ma oltre ai record negativi (praticamente solo quelli) Cairo verrà ricordato come il “collezionista di figuracce”. Non ultima il video della lite tra il DT Vagnati e l’allora tecnico granata Ivan Juric.
Una frase sibillina fu pronunciata dal DT: “Ti ho sempre difeso davanti a quella testa di c…”. Risultato di quella lite? Nessuno, niente come se tutto fosse passato in cavalleria e mai successo.
E allora “ci consenta” come avrebbe detto il suo mentore (lui sì davvero vincente), se noi non la ricorderemo come il Presidente più longevo del Toro ma solamente come quello di una squadra qualsiasi chiamata Torino Fc.
Il Toro vero era quello in cui nei derby “i rigatin” tremavano al pensiero di giocare contro i granata. Perfino le disastrate squadre con Maltagliati, Scarchilli e Pastine avevano più dignità ed onore di queste della gestione Cairo.
Manco il colore granata sembra più lo stesso, si è ingrigito anno dopo anno, sbiadito…e di quel Toro che fu se ne sono perse le tracce per sempre…
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