Secondo alcune indiscrezioni da fonti interne alla società granata dopo 19 anni anni il Presidente Urbano Cairo potrebbe aver già ceduto il Toro.
Per l’ufficialità sembrerebbe che l’imprenditore alessandrino stia solamente aspettando il 2 Dicembre, data per cui la sua sarà la presidenza più longeva della storia granata.
Un ricordo che rimarrà indelebile nella memoria dei tifosi. Di sicuro, per la maggior parte di loro, non propriamente felice dato gli scadenti traguardi ottenuti fin qui dal Presidente.
Conferme non ve ne sono ancora ma gli indizi che si susseguono insieme alle voci che ormai circolano da diverse settimane, anche tra i tifosi, sono davvero tante.
Bisogna però anche dire che alcuni indizi porterebbero ad una smentita secca della cessione, ma proviamo a fare chiarezza.
Documenti già firmati tra le parti
Secondo alcune fonti la trattativa tra la Red Bull diventato nel frattempo sponsor e partner commerciale del Torino, sarebbe già in essere da diversi mesi. Il Toro di Urbano Cairo non versa nel frattempo nelle migliori condizioni economiche ed anzi i conti post covid sono pesantemente in rosso.
Il Toro avrebbe debiti con diversi fornitori tra cui lo sponsor tecnico attuale.
A riprova di ciò le cessioni di quest’estate di Alessandro Buongiorno al Napoli e quella di Raoul Bellanova all’Atalanta. Proprio quest’ultima ha colpito per la rapidità ed i tempi oltre che per le cifre. Il laterale infatti reduce da un ottimo campionato ed entrato nel giro della Nazionale di Spalletti, aveva una quotazione di mercato ben superiore ai 25 milioni, bonus compresi, incassati dal Toro.
Gli acquisti fatti dal Direttore Tecnico Davide Vagnati sono costati molto meno rispetto ai soldi incassati generando così una bella plusvalenza, pare servita per ripianare le perdite societarie.
L’ingresso della multinazionale austriaca come partner commerciale e sponsor ha di fatto sorpreso tutti per le modalità. E’ noto infatti che Red Bull preferisca comprare società direttamente piuttosto che sponsorizzarle. Infatti secondo indiscrezioni alcuni advisor internazionali (sembrerebbe JP Morgan) sono stati al lavoro per visionare i bilanci societari risanati proprio con quelle cessioni.
Secondo nostre fonti per la cessione delle quote il Presidente Cairo avrebbe chiesto una cifra intorno ai 250 milioni di Euro con un “closing” che si aggirerebbe complessivamente tra i 180 e 210 milioni di Euro debiti compresi.
Non solo, sembra che i futuri proprietari metterebbero a disposizione un budget per la campagna acquisti a gennaio di non meno di 60 milioni di euro per provare il recupero in zona Europa.
I fondi degli Emirati Arabi
Peraltro Red Bull non sarebbe sola nell’operazione anche per motivi di regolamenti Uefa per cui uno stesso proprietario non può disporre di due società contemporaneamente. Ecco per cui spuntare una nuova entità che affiancherebbe nell’operazione proprio il colosso austriaco. I nomi sono davvero grandi e fanno tremare le gambe.
Il primo è il fondo di Dubai Emaar Properties già interessato ad entrare nel calcio europeo ed italiano 2 anni fa e per cui erano interessati anche al Torino. Il fondo arabo è specializzato nello sviluppo edile ed è tra l’altro proprietario del famoso grattacielo di Dubai (Burj Khalifa) il più alto al mondo.
Hanno già avuto alcuni interessi in Italia e in previsione di uno sviluppo edile granata (leggasi stadio ed area Combi) potrebbero entrare nell’operazione come azionista di maggioranza.
Il secondo sarebbe il Mubadala Investment Company, fondo sovrano di Abu Dhabi sempre negli Emirati Arabi. Mubadala è specializzata in investimenti proprio del settore immobiliare e che i fondi arabi siano interessati ad entrare in Italia sono peraltro confermati proprio dal fondo sovrano PIF sponsor principale delle Atp Finals di Torino terminate domenica sera.
Le ragioni del no e le contraddizioni
Se le indiscrezioni sono state confermate da nostre fonti interne, alcuni particolari e dettagli ci hanno però sorpreso non poco. Da qui alcuni dubbi sulla possibile cessione del Toro a qualunque fondo o imprenditore. Ci risulta infatti che la reale volontà del Presidente Cairo sia di non cedere.
Le sue dichiarazioni in conferenza stampa erano state chiare anche se avevano destato non poche perplessità dovute alla reazione per così dire “seccata” del Presidente.
Tuttavia ci risulta che Urbano Cairo stia già lavorando alla prossima stagione per rinnovare i contratti di sponsorizzazione e di nuovi partner commerciali.
Ulteriore perplessità l’annuncio a breve (come dichiarato dalla dirigenza) del rinnovo del Direttore Davide Vagnati per i prossimi anni. La domanda che ci poniamo è come sia possibile tutto ciò se fosse vera e certa la cessione delle quote, visto che quasi di sicuro una nuova proprietà preferirebbe inserire i suoi dirigenti.
Insomma intorno al Toro pare esserci più la speranza della maggior parte della tifoseria che notizie certe sulla possibile cessione delle quote. Una cosa è però sicura: il Toro a gennaio avrà bisogno oltre che di certezze societarie anche di rinforzi urgenti nell’organico a disposizione di Paolo Vanoli.
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