Per la Sampdoria è la fine di un film horror lungo quasi 10 mesi, tanto è durata la stagione più sofferta della storia blucerchiata.
Sampdoria dai Play-out alla salvezza
Al termine di una stagione surreale piena di errori dentro e fuori dal campo, la Sampdoria riesce nell’impresa di non sprofondare in serie C superando la Salernitana ai play-out.
Ma facciamo un passo indietro riavvolgendo il nastro di questa pazza stagione della serie cadetta.
E’ il 13 maggio quando la Sampdoria pareggia 0-0 contro la Juve Stabia ed è aritmeticamente retrocessa in Serie C.
Con questo risultato il Brescia è matematicamente salvo e Salernitana e Frosinone ai playout Dopo pohci giorni succede di tutto.
Il Brescia del presidente Cellino viene deferito dalla FIGC per presunte irregolarità nei pagamenti di contributi Irpef e Inps e viene sanzionato con 8 punti di penalizzazione.
Tradotto: Brescia in C, Frosinone è praticamente salvo e la Sampdoria non viene più retrocessa ma avversaria della Salernitana ai playout.
Nella partita di andata giocata al Ferraris, i blucerchiati vincono per due reti a zero. Al rientro a Salerno, 21 tesserati tra staff e calciatori della Salernitana vengono ricoverati in ospedale per un’intossicazione alimentare.
La società campana chiede tempestivamente lo slittamento della partita di ritorno. Anziché venerdì si giocherà di domenica a Salerno.
Nella partita succede di tutto. Dopo una rete annullata alla Salernitana la Samp prima la sblocca poi segna il due a zero e può iniziare a festeggiare una salvezza insperata.
In campo tutto però degenera. Fumogeni, petardi e seggiolini vengono lanciati in campo dalla tifoseria campana. Il match sospeso definitivamente e club campano che retrocede in C nel modo peggiore possibile.
A Genova sponda blucerchiata iniziano i festeggiamenti per una retrocessione in C evitata in zona Cesarini.
Brescia nei dilettanti
E il Brescia del tanto contestato Cellino? Per le rondinelle è la fine di una storia ultracentenaria .
114 anni cancellati per un bonifico mancato.
La città è ferita, umiliata, vede la sua squadra di calcio ufficialmente fuori dal calcio professionistico.
La motivazione è semplice da ricercare. Il presidente Massimo Cellino non ha saldato 3 milioni di euro necessari per coprire stipendi e i contributi di una stagione.
Si chiude un capitolo doloroso forse evitabile. Ma non è la fine del calcio a Brescia. È solo un’altra pagina da scrivere per un pronto ritorno tra i professionisti.
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