Dopo la manita all’andata il Torino di Baroni viene tramortito anche al Sinigaglia con sei reti. Tecnico e squadra senza alibi.
Acufeni laceranti in casa Torino
I numeri sono impietosi con la difesa più perforata del campionato di serie A e con la quarta sconfitta consecutiva. Quello che rimane del Torino di oggi è una cozzaglia di giocatori fragili fisicamente e mentalmente.
Il Como nel primo tempo passeggia, si diverte e umilia una squadra che tutto sembra tranne una formazione professionista del massimo campionato italiano.
Mal messi in campo da un tecnico ormai in totale crisi di identità e di idee i granata subiscono la pressione dei padroni di casa da inizio partita.
Incapaci di reagire, i granata alzano bandiera bianca già dopo appena 15 minuti.
Più che una partita di serie A oggi è sembrato di assistere alla classica gita al lago in un cupo fine settimana con tanto di partitella tra amici al parchetto.
La ripresa è lo specchio della prima frazione. Il Como controlla in totale serenità una partita mai iniziata e dilaga frantumando in mille pezzi una squadra impresentabile e totalmente da ridisegnare.
Gli ultimi 10 minuti sono umilianti. Il Como passeggia e rallenta i ritmi per evidente superiorità tecnica rinunciando a forzare volutamente i ritmi forte di un sei a zero e di un dominio assoluto.
Cairo e una società fantasma
Non ha bisogno di commenti il pomeriggio in riva al lago del Torino. Dopo 1 a 5 dell’andata al Comunale il 6 a zero di oggi regala un altro record in casa Urbano Cairo. 11 reti incassate tra andata e ritorno in un campionato sono l’ennesimo umiliante risultato negativo.
Se qualcuno poteva avere ancora dei dubbi sulla situazione attuale in casa Torino FC, il disastroso inqualificabile tracollo di Como è la dimostrazione della superficialità con cui è stata costruita una formazione che faticherebbe ad affrontare anche campionati minori.
Il Torino attuale non è una squadra di calcio e questa non si può definire una società. Giocatori semi rotti o con problemi fisici o con un tasso tecnico al limite della decenza e buchi enormi in ogni zona del campo.
Un Mercato di Gennaio difficile solo in casa granata
Cairo: “Un regalo ai tifosi? Prima di tutto a me stesso. Mercato difficile ma stiamo lavorando”
Se c’è una tendenza che ha accompagnato oltre un ventennio di questa presidenza è l’impotenza davanti agli investimenti di prospettiva nelle sessioni del calcio mercato.
In un calcio mercato senza soldi servono le idee. Ma in casa granata mancano pure quelle.
Dagli errori estivi con giocatori tecnicamente discutibili alla promozione a titolare di un portiere che mai prima aveva visto il campo per passare a giocatori che hanno visto più l’infermeria che il campo.
Sembra paradossale in ogni caso che tutte le società riescono in questi giorni a rinforzarsi tranne il Torino di Cairo. Ovviamente ogni atleta ha un costo che viene valutato per sopperire alle rose esistenti.
In casa Torino questo non accade mai. Si ripiega su profili low cost o prestiti dell’ultimo minuto e il disastro sportivo è fatto.
Incubo zona retrocessione
Non si salva nessuno. Il Torino è una squadra totalmente da rifare. Difesa da incubo, centrocampo inesistente e allenatore in confusione totale.
Con una classifica che ormai inizia a fare paura e un calendario che regalerà partite tutt’altro che semplici: Torino-Lecce, Fiorentina-Torino e Torino-Bologna, il baratro e l’incubo zona retrocessione è sempre più vicino.
Bisognerà capire in casa granata se ci sarà la volontà di investire nel mercato o rischiare fino alla fine del campionato sperando di non finire nelle fiamme dell’inferno.
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